Quando a pagare sono i ricercatori: niente finanziamento al genetista anti-sla sperimentale

03 dicembre 2015 ore 17:43, intelligo
Quando a pagare sono i ricercatori: niente finanziamento al genetista anti-sla sperimentale
I ricercatori italiani puntano il dito contro l’assegnazione senza bando di risorse per la sperimentazione. Il caso finisce sulla rivista Nature ma prende origine dalla vicenda dei tre milioni di finanziamento previsti per la seconda fase della sperimentazione di una terapia anti-Sla a base di cellule staminali condotta dal direttore scientifico dell’Istituto Casa del Sollievo, la cui assegnazione era prevista in un emendamento del Senato nell’ambito della legge di Stabilità che ora sarà rimodulato e verrà votato a Montecitorio. I ricercatori chiedono di modificare quell’emendamento e su Nature Marino Zerial, direttore dell’Istituto Max Planck di Biologia Molecolare a Dresda osserva: “I politici italiani possono essere attratti da un progetto e decidere di finanziarlo”, ma si domanda, “in quale altro Paese assistiamo a qualcosa di simile?”. 

Zerial è tra i 29 ricercatori che hanno pubblicato un appello chiedendo la revisione dell’emendamento. La rivista Nature, ricorda che dopo la vicenda Stamina, la Consulta aveva deciso che i finanziamenti pubblici per la ricerca non avrebbero dovuto essere assegnati “per semplice discrezione politica del legislatore”. L’emendamento alla legge di Stabilità finito al centro delle polemiche, invece, prevede criteri per cui “degli 11 protocolli di sperimentazione approvati in Italia, solo uno li soddisfa”, fa notare - sempre su Nature - Giuseppe Remuzzi, direttore dell’Istituto Mario Negri di Bergamo. Insomma, Nature raccoglie e rilancia la protesta dei ricercatori italiani scrivendo che “per troppi ricercatori italiani l’idea che alcuni progetti vengano finanziati a seconda del capriccio dei politici è purtroppo tristemente familiare”. Nel caso specifico, ovvero la ricerca portata avanti dall’Istituto diretto da Vescovi, non ci sono – ovviamente – accuse di irregolarità, piuttosto la critica investe le determinazioni del livello politico relativamente a come i fondi vengono assegnati. Di parere opposto il senatore Giorgio Santini che ha proposto l’emendamento e che proprio su Nature ha replicato che il testo è proceduralmente “corretto e che, una volta diventato legge, potrà aiutare persone malate”. 
Tra polemiche, botta e risposta, ora la palla passa alla Camera. Intanto i pazienti attendono e la ricerca pure. 
autore / intelligo
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