Torture ed evirazioni: quello che non sapevamo sulla strage di Monaco '72

03 dicembre 2015 ore 20:48, Adriano Scianca
Torture ed evirazioni: quello che non sapevamo sulla strage di Monaco '72
Mentre l'Europa fa i conti con il nuovo terrorismo, novità inedite e sconvolgenti emergono su quello di 40 anni fa. Parlando con il “New York Times”, infatti, le mogli di due degli undici atleti israeliani uccisi nell'assalto di un commando palestinese alle Olimpiadi di Monaco del 1972 hanno rivelato particolari molto crudi di quei drammatici giorni. I prigionieri del commando sarebbero stati infatti torturati, o quanto meno fortemente percossi, mentre in almeno un caso si parla addirittura di una evirazione, non è chiaro se avvenuta prima o dopo il decesso dell'atleta. A rivelarlo sono Ankie Spitzer, vedova dell'allenatore di scherma Andre Spitzer, e Ilana Romano, vedova del sollevatore di pesi Yossef Romano. "Quelle foto erano peggio di quanto immaginassi", ha detto Ilana Romano, spiegando che il marito cercò di affrontare i terroristi e fu lasciato morire davanti agli altri ostaggi ed evirato. "Gli hanno tagliato i genitali davanti ai suoi compagni e hanno abusato di lui", ha proseguito la donna. "Quando ho visto le foto è stato molto doloroso - ha rivelato - Fino a quel giorno ricordavo Yossef come un giovane con un grande sorriso, ricordavo le sue fossette, ma quel momento ha cancellato tutto ciò che conoscevo di lui". Ankie Spitzer, invece, ha affermato che "i terroristi hanno sempre sostenuto di non essere entrati in azione per uccidere, e di volere solo la liberazione dei loro compagni dalle celle in Israele. Ma non è vero, sono venuti per massacrare le persone", ha concluso la donna.
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