Euro, come procedono la partita di Tsipras e i nodi dell’Europa

03 febbraio 2015 ore 10:43, intelligo
Euro, come procedono la partita di Tsipras e i nodi dell’Europa
di Luca Lippi
Quante ragioni ci sono dietro la difficile situazione della Grecia? Avviamo due riflessioni che sono l’una il colpo al cerchio, e l’altra il colpo alla botte; stavolta lo facciamo considerando superficialmente i dibattiti pseudo-economici che sono utili esclusivamente a creare confusione nella mente delle persone. Il colpo al cerchio: dall’UE arriva la condanna a morte per la Grecia (è più propaganda che una vera e propria reprimenda). A questo punto la domanda sorge spontanea: Se è vero, quanto dicono da Bruxelles che la situazione di tutti i Paesi della zona euro (Grecia esclusa) è “blindata” e non ci sono rischi di contagio, perché non tagliare il cordone e chiudere l’esperienza della Grecia all’interno della moneta unica? In apparenza la risposta sarebbe semplice, la BCE possiede sufficiente “potenza di fuoco” per fronteggiare l’onda d’urto della fuoriuscita della Grecia. Tuttavia rimane in piedi l’evidenza che il fallimento della Grecia è l’esempio concreto e fallimentare dell’imposizione di una moneta forte in un’economia debole. Il risultato è sotto gli occhi di tutti (ideologi esclusi). Quello che stiamo dicendo non è una teoria economica che è pure a livello da primo giorno di frequenza a una qualsiasi facoltà di Economia. I greci, prima dell’introduzione dell’euro non erano ricchi, se avessero mantenuto la dracma, non sarebbero certamente diventati un Paese virtuoso, ma avrebbero continuato a vivacchiare, senza perdere la dignità. E’ una questione di buon senso che oltrepassa l’ortodossia cerimoniosa del dibattito (non necessario) di natura Economica. Poi c’è il colpo alla botte, e qui l’analisi economica non propagandistica è necessaria: torniamo indietro nel tempo e partiamo dal fallimento della Lehman Brothers. La nota speculazione di titoli tossici con i quali diverse Banche hanno “dragato” risparmi promettendo guadagni prodigiosi, si è conclusa con la perdita del capitale. Quello che diffusamente è avvenuto a livello privato, nel mondo è avvenuto a livello degli Stati. La Grecia si è trovata con denaro liquido da spendere garantito dai “titoli tossici”. I soldi li hanno spesi, ma i debiti non sono stati in grado di ripagarli. E allora il vero colpevole non è in assoluto l’Euro. In Grecia e in Spagna le Banche hanno offerto denaro a fiumi per finanziare l’edilizia, ma con la crisi finanziaria nessuno più ha pagato i mutui e le Banche sono andate in default. I maggiori creditori delle Banche Greche e Spagnole erano tedeschi, francesi e inglesi che poi sono venuti a chiedere all’Italia di partecipare all’assunzione del debito di questi Stati senza che l'Italia vantasse dei crediti speculativi nei loro confronti (oggi l’Italia è il secondo Paese creditore della Grecia dopo la Germania), facciamo riferimento a quando la Merkel ha chiesto soldi a Berlusconi alla riunione dei ministri finanziari mondiali a Parigi. Quello che è successo dopo lo sappiamo tutti. Come riuscirà Tsipras e l’UE a sbrogliare la matassa? E’ vero che la Grecia superficialmente ha prima “mangiato” e poi lasciato i piatti da lavare, è vero pure che Tsipras potrebbe usare la leva dell’immunità del debitore, chi sarebbe disposto ad eliminare chi ci deve dei soldi? Intanto arriva tempestivo l’intervento di Obama a difesa dei Paesi europei con bilanci piuttosto pesanti, un meta messaggio alla Troika ma soprattutto un meta messaggio a Putin, una sorta di “non ci provare neanche!”. Alle volte le “strategie” soverchiano “le pressioni psicologiche”
autore / intelligo
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