Parma, un altro consigliere ha rotto con Pizzarotti: cosa dirà Grillo?

03 febbraio 2016 ore 8:21, Andrea De Angelis
Ci risiamo. Anzi no. Nel senso che la notizia andrà letta meglio nei prossimi giorni visto che l'addio di un consigliere non è di per sé un qualcosa di negativo. Certo, le motivazioni non lasciano presagire nulla di buono. Eppure i sondaggi non sembrano dare in discesa il primo cittadino di Parma, dunque ancora una volta nella città emiliana si creerebbe un caso nel caso, un'altra spina (o opportunità?) nel fianco del Movimento 5 Stelle. 

Diciamocelo chiaramente: il successo di Pizzarotti ha fatto scomodo a molti. Perché arrivato quando ancora in pochi credevano nel Movimento 5 Stelle. Certo, c'è poi chi sottolinea come Marco Rizzo che la funzione dei grillini sia proprio quella di "organizzare la protesta", dunque un qualcosa di finalizzato al sistema. Di certo l'esperienza parmense non può essere cestinata in modo superficiale e rapido. Cerchiamo però di capire cosa è accaduto, anche perché in vista delle prossime amministrative anche un minimo sussulto (vedi Livorno o ancor di più Quarto) può diventare uno tsunami, più o meno alimentato ad arte. 
Un altro consigliere lascia il gruppo del Movimento 5 Stelle a Parma, dove sulla poltrona di sindaco siede il grillino Federico Pizzarotti. Dopo l’espulsione dal gruppo – nel 2014 – di Mauro Nuzzo, la comunicazione in aula dell’addio da parte di Fabrizio Savani. A informare il consiglio è stato lo stesso Nuzzo che ha spiegato di volere formare insieme a Savani un gruppo battezzato ‘Movimento 5 stelle Parma‘.
Ad anticipare lo strappo tra Savani e i pentastellati, un botta e risposta iniziato a fine gennaio sulla dialettica interna al Movimento. In occasione dell’espulsione di Nuzzo avvenuta il 19 gennaio, Savani non solo non ha votato il provvedimento, ma sul proprio blog ha scritto di un “gruppo dove il confronto politico non è ammesso, dove il dibattito politico è perennemente soppresso a cominciare dal sindaco, che interpreta ogni critica come offesa personale”. “Penso – spiegava l’ormai ex consigliere grillino – che si tratti di un gruppo dove comincia la deriva politica antidemocratica”.
“A nessuno è mai stato impedito di esprimere le proprie opinioni”, aveva ribattuto il Movimento 5 Stelle di Parma, dalle pagine di Facebook, bollando le accuse di Savani come “falsità”. 

Parma, un altro consigliere ha rotto con Pizzarotti: cosa dirà Grillo?
Venendo al nuovo, possibile gruppo il rischio è quello di aprire letteralmente un caso, date le stringenti regole di utilizzo del nome della forza politica fondata da Beppe Grillo. Dunque c'è da chiedersi come reagirà il noto comico dato che i rapporti con Pizzarotti, tra l'altro, non sono certo idilliaci. 
Basti pensare, tanto per citare un caso, a quanto scrisse il primo cittadino di Parma quasi due anni fa, quando al centro della polemica politica vi erano le espulsione di quattro parlamentari pentastellati. Pizzarotti prese una posizione decisa e per certi versi sorprendente sul caso dei quattro parlamentari espulsi dal movimento. Scrisse il primo cittadino su Facebook: "Lo dico con estrema buona fede ai nostri deputati e senatori: dateci elementi sulle colpe dei quattro senatori espulsi; convincetemi su quest’azione così forte e che non concede appello, perché io non l’ho capita. Non ho capito che cosa è stato commesso, e se ciò che è stato commesso riguarda la violazione precisa del vostro regolamento! Ho verificato le restituzioni, e sono allineate con quelle degli altri senatori. Ho controllato l'attività di questi senatori su OpenParlamento, e oltre ad essere superiore alla maggioranza dei rappresentanti degli altri partiti, sono in linea con l'attività dei nostri altri rappresentanti".
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