Per Padre Pio 9 zone rosse e Nocs in preallarme. Le parole di una miracolata

03 febbraio 2016 ore 10:21, Marta Moriconi
San Pio a Roma e il popolo cristiano che segue le sue spoglie in arrivo a San Pietro come un figlio segue suo padre. Roma, la città eterna e santa, ha un Santo tra le sue mura, e in tempi di Isis e paura di attentati terroristici, questo significa massimo livello di attenzione. Tradotto: Nocs pronti e tiratori scelti a controllo degli obiettivi sensibili. 
La città è blindata anche perché a San Pietro un altro Santo arriva: è Leopoldo da Padova. E La Questura ha un gran da fare, come anche i vigili attenti a non far andare in tilt il traffico per le deviazioni importanti in atto.
Per Padre Pio le misure sono quelle riservate ai capi di Stato: 800 poliziotti, carabinieri e finanzieri saranno impegnati a a vigilare su di lui. 

Per Padre Pio 9 zone rosse e Nocs in preallarme. Le parole di una miracolata
Ecco come e quando arriva il Santo di San Giovanni Rotondo:
9 le aree di sicurezza pensate dal questore Nicolò D’Angelo e dal capo di gabinetto Roberto Massucci: dall’autostrada fino al casello di Roma Est entro le 15. Tangenziale, Tiburtina e basilica di San Lorenzo fuori le mura al Verano saranno interessate dal corteo. A quel punto, la chiesa di San Lorenzo sarà la sorvegliata speciale.
Alle 22 di domani, tocca a San Salvatore in Lauro ospitare Padre Pio con gli agenti del reparto scorte, quelli della scientifica e dei reparti mobili, unità cinofile e antiterrorismo. Venerdì alle 16 ci sarà la processione, poi sono previste due messe di papa Francesco in Vaticano con tanto di spoglie in un’urna trasparente con vetri antiproiettile e un mezzo speciale antivibrazione

La strada interessate dalla processione: via dei Vecchiarelli, piazza dei Coronari, via Banco di Santo Spirito, lungotevere degli Altoviti e Tor di Nona, ponte Sant'Angelo, largo Giovanni XXIII, via della Conciliazione, piazza Pio XII e piazza San Pietro. 

E come rendere omaggio al più grande Santo del ’900, legato anche a Giovanni Paolo II? IntelligoNews sceglie di raccontare nuovamente la storia di Gemma Di Giorgi, la donna che vede senza pupille, una siciliana oggi votata alla testimonianza. Così rispose alle domande. 

Ricordiamo, con le sue parole, il miracolo che Padre Pio le ha fatto? 

«Mia nonna mi ha portato da Padre Pio. Un viaggio lungo dalla Sicilia a lui. Già prima di arrivare io iniziai a vedere, nonna aveva tanto pregato, ma ero senza le pupille ancora, e lei, che se ne era accorta, pensava che io dovessi avere la guarigione fisica, che non mai è avvenuta. Ma Dio aveva in mente di più. Vedere senza pupille è impossibile, per questo con me ha fatto una cosa ancora più grande». 

E’ vero che si era dimenticata di chiedere la guarigione, una volta giunta davanti a Padre Pio? 

«Non è che mi fossi dimenticata, non sapevo cosa significasse chiedere la grazia. Pensavo fosse una sorta di atto dolore, qualcosa che io dovessi dire. Quando poi ho visto il Padre, e quella sua barba lunga, mi sono impaurita. E avevo perso anche la voglia di confessarmi, se lui non mi avesse preso il braccio e avvicinato. Da lì è stata la mia fine (ride, ndr): ho pianto tutto il tempo, non ho detto l’atto di dolore e non ho detto soprattutto quella parola “magica”: che chiedevo, appunto, la grazia. Prima che lui mi mandasse via dopo l’assoluzione mi ha fatto un segno di croce sugli occhi». 

E la nonna, quando le seppe, le sgridò vero? 

«Sì, perché non avevo chiesto le pupille, il miracolo estetico. Ma lei sapeva già durante il viaggio che io iniziavo a vedere. Nonostante questo si arrabbiò, mi strillò e mi minacciò, dicendomi che non avrei più potuto fare la Comunione. Quando è andata lei a confessarsi, ha detto a Padre Pio che io piangevo perché chiedevo la grazia. Ma Padre Pio le disse che non piangevo per quello. E’ strano poi che non chiese chi era questa bambina, ma lo diede per scontato che ero io. Poi le disse: "La bambina non deve piangere e nemmeno tu devi stare preoccupata perché Gemma vede, e tu lo sai"». 

Ma la scienza non ha riconosciuto il suo miracolo? 

 «Non lo può riconoscere. Perché senza le pupille non si può vedere. E nella cartella clinica che c’è scritto che sono una non vedente a tutti gli effetti. Il miracolo è continuo, non è che io sono guarita, l’occhio è senza pupilla, ma vedo».

Porta occhiali con le gradazioni? 
  «No, li porto scuri e spessi perché la luce mi dà fastidio. Non avendo pupille che filtrano la luce ho questi fastidi». 
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