Il companatico era la tangente: la mazzetta nel panino al gusto di falsi invalidi

03 febbraio 2016 ore 11:47, Americo Mascarucci
Consegnava le mazzette dentro un panino senza accorgersi di essere ripreso dalle telecamere. 
Avveniva a settembre e a consegnare i soldi era il medico legale Enrico Quaglia. Destinatario delle banconote da duemila euro racchiuse nel panino come fossero fette di prosciutto, il presidente della Commissione di verifica del Ministero dell’Economia Enrico Maggiore "ricompensato" secondo l’accusa per aver valutato favorevolmente due istruttorie riguardanti presunti falsi invalidi. Oggi Quaglia è stato arrestato dai carabinieri del Nas di Torino con l'accusa di corruzione per atti contrari ai doveri d'ufficio nell'ambito dell'indagine "Argante" relativa ai falsi invalidi. 

Il companatico era la tangente: la mazzetta nel panino al gusto di falsi invalidi
L’indagine era partita da una segnalazione giunta al Nas relativamente ad un pubblico dipendente che aveva ottenuto un prepensionamento sulla base di una patologia invalidante giudicata incompatibile con la permanenza in servizio; in realtà poi questo soggetto conduceva uno stile di vita incompatibile con la malattia segnalata. Dalle indagini degli investigatori erano emerse alcune oggettive difformità nei criteri di valutazione effettuati dalla commissione medica di verifica, fino a beccare poi il Quaglia che consegnava il panino con i soldi all’ispettore Maggiore, in cambio sostengono gli inquirenti, di pareri falsi. 
Gli inquirenti hanno così ipotizzato che il Quaglia veicolasse le sedute della Commissione presiedute dallo stesso Maggiore per far ottenere false attestazioni di invalidità e di incompatibilità al lavoro a vari soggetti, grazie anche ai certificati falsi o parzialmente veritieri di medici compiacenti che consentivano poi di fatto al presidente della Commissione di motivare l’esigenza di rilasciare i certificati di invalidità. A Quaglia secondo l'accusa andavano 5000 euro di cui 2000 destinati a Maggiore con la tecnica del panino. 

Dal 2005 al 2015 sostengono  gli inquirenti sarebbe stato permesso a circa 592 persone di andare in pensione per invalidità senza averne i requisiti. La Procura della Repubblica di Torino ha disposto il sequestro preventivo di beni mobili e immobili appartenenti ai due indagati, Quaglia e Maggiore, per 1,7 milioni complessivi di cui 1,1 nei confronti di Quaglia. I provvedimenti di custodia cautelare e i sequestri sono stati disposti dal Gip Alessandra Pfiffner, su richiesta dei Pm Gianfranco Colace e Laura Longo.

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