Cirinnà, Lombardi (5S): "Monsignor Fisichella? Ecco com'è andata. Non male valutare libertà di coscienza"

03 febbraio 2016 ore 12:37, Lucia Bigozzi
“Sì, ho visto monsignor Fisichella ma mesi fa e per consegnargli le linee guida del Giubileo dell’Onestà evitando che i soldi nella Roma di Mafia Capitale finissero nelle tasche dei soliti noti. Fine della storia”. Taglia corto Roberta Lombardi, parlamentare a 5Stelle che alcuni media annoverano tra i grillini “perplessi” sul sì al ddl Cirinnà. Nella conversazione con Intelligonews ribadisce come stanno veramente le cose dentro il Movimento che “non è affatto spaccato”.

Siete spaccati o no sulle unioni civili? Sui media si ricorda l’incontro tra Di Battista, Morra e il sostituto segretario di Stato Vaticano, Angelo Becciu e lei stessa ha avuto un colloquio con monsignor Fisichella? Dove sta la verità?

«L’unica volta che ho incontrato monsignor Fisichella risale ad alcuni mesi fa quando consegnammo a lui le linee guida del “Giubileo dell’onestà”, all’indomani dell’annuncio al mondo del Papa di indire l’anno giubilare. Quella iniziativa aveva lo scopo di evitare che la gestione dei soldi per l’evento nella Roma di Mafia Capitale non finisse nelle mani e nelle tasche dei soliti noti. Fine della storia».  

Sì ma è vero o no che ci sono senatori dei 5S tentati dal non votare il ddl Cirinnà? 

«Anche se non seguo da vicino la questione, non percepisco alcuna spaccatura all’interno del Movimento. Indipendentemente da come poi ciascuno voterà, la nostra posizione sul tema è molto chiara: voteremo il ddl Cirinnà così come è uscito dalla commissione parlamentare. Detto questo, aggiungo una riflessione: queste famiglie continueranno ad esistere e a volersi bene a prescindere dal fatto che il parlamento approvi una legge che garantisca loro diritti. Certamente, sarebbe una occasione persa per la politica per dimostrare che è vicina alle persone, che magari con una legge vivrebbero più serene. La posizione del Movimento è chiara ed è il frutto del nostro iter di approfondimento sulle tematiche che di volta in volta affrontiamo nelle Commissioni e poi in Aula: dibattito e confronto nelle nostre assemblee e poi si va a un voto e si decide la posizione politica»

Sulla “Stampa” c’è un riferimento interessante al sondaggio eseguito nell’elettorato grillino, una parte rilevante del quale risulta cattolico. Non temete che votando sì al ddl Cirinnà quella fetta di elettori possa allontanarsi dal Movimento?

«Io ho studiato undici anni in un istituto gestito dalle suore dove ho frequentato le scuole elementari e medie. Undici anni di questa esperienza mi hanno portato verso una posizione laica, però una cosa che mi hanno insegnato, almeno a parole e che comunque mi porto dentro e cerco di trasmettere a mia volta nel mio rapporto quotidiano con gli altri, è che il Cristianesimo è amore, tolleranza, accoglienza, comprensione e penso che questo messaggio dovrebbero ricordarselo tutti i cattolici, soprattutto quelli che si proclamano fedeli»

Esiste nel M5S l’opzione libertà di coscienza, specie su temi come questi oppure quando è decisa una linea tutti si adeguano?

«Noi facciamo assemblee settimanali dei gruppi parlamentari, talvolta anche congiunte su temi complessi. Ogni volta c’è un ampio dibattito e a me è capitato di partire con un convincimento poi di modificarlo ascoltando gli interventi degli altri colleghi che mi offrivano punti di vista che magari non avevo valutato. Poi ci sono alcuni temi, penso alle questioni etiche su cui come Movimento ancora non abbiamo effettuato una riflessione condivisa anche con gli iscritti, ma siccome noi siamo portavoce è ovvio che abbiamo l’obbligo morale di seguire le indicazioni del Movimento di cui siamo portavoce. Penso che temi del genere dovrebbero esseri approcciati con un dibattito ampio e serio a livello di opinione pubblica, cosa che la tv pubblica cioè la Rai non fa perché l’informazione è sempre unidirezionale. In assenza di questo dibattito, forse non sarebbe male valutare la libertà di coscienza così come poi accade nella società dalla quale noi veniamo. Tendenzialmente, noi siamo per il confronto, la discussione interna, il voto e la decisione sulla linea emersa dalla maggioranza, ma credo che sui temi così particolari bisognerebbe sviluppare – non solo nel Movimento – un dibattito intellettualmente onesto in modo che ciascuno si formi il proprio convincimento in maniera libera». 
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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