Unioni civili, Pillon: "Ncd ha davanti a sé un’unica strada: dimissioni. Guardi a re Baldovino"

03 febbraio 2016 ore 13:54, Lucia Bigozzi
“Ncd ha davanti a sé un’unica strada: quella delle dimissioni e del far venire meno il sostegno al governo”. Non ci gira troppo intorno Simone Pillon, del Forum Famiglie Umbria e membro del Comitato del Family Day, che nella conversazione con Intelligonews commenta il “niet” del Pd ad Alfano sullo stralcio della stepchild adoption dal ddl Cirinnà e inchioda i parlamentari di Area Popolare alle loro responsabilità. “Il popolo del Family Day non dimenticherà né chi avrà questo coraggio, né chi per paura o per interesse, perderà l’appuntamento con la storia”. Messaggio che vale anche per il M5S alle prese con scricchiolii interni sulle unioni civili e per i 37 senatori cattodem “oggi spariti dai tabelloni radar”.
 
Alfano ha ricevuto dal Pd lo schiaffo del no allo stralcio della stepchild adoption dalla legge. Dal Family Day Gandolfini lo esorta a riflettere sul sostegno all’esecutivo. Lei cosa ha da dire ai parlamentari di Ncd? 

«Se come dicono, sono politici che affondano le radici del loro impegno nella fede e nella dottrina sociale della Chiesa, è arrivato il momento di uno scatto di fede. Il potere non è fine a se stesso ma ci è stato affidato per il bene di questa e delle future generazioni. E quando non vi è altro da fare che sacrificare se stessi per il bene maggiore che ne viene, la strada è quella delle dimissioni e del far venire meno il sostegno al governo. Mi vengono in mente gli esempi di personalità come Tommaso Moro o il re Baldovino del Belgio o di altri autorevoli esponenti politici che non hanno esitato a perdere tutto e per quanto riguarda Tommaso Moro, anche la vita, pur di seguire la propria retta coscienza. Qui, oggi, viene chiesto molto meno e siamo sicuri che il popolo del Family Day non dimenticherà né chi avrà questo coraggio, né chi – invece – per paura o per interesse, perderà l’appuntamento con la storia»

L’obiezione però è che in fondo anche se Ncd togliesse il sostegno al governo, il ddl Cirinnà passerebbe coi voti di M5S e Sel. Cosa risponde?

«Aspettiamo con ansia di vedere un esecutivo in cui Matteo Renzi governa insieme a M5S e Sel. Voglio vedere quanto dura»

Si parla di una “crepa” nel M5S con alcuni parlamentari perplessi sul sì al ddl Cirinnà? Voi avete contatti con qualcuno di loro? Avete questa percezione o no?

«Sappiamo di queste perplessità da parte di alcuni parlamentari del M5S che probabilmente useranno il voto segreto per smarcarsi dalla posizione ufficiale».

Può fare i nomi?

«Non facciamo i nomi perché le persone che ci hanno confidato questo, contano sulla nostra riservatezza. Però, sappiamo che una posizione diversa all’interno del Movimento esiste, soprattutto sulla stepchild adoption e non si tratta di pochi parlamentari»

Dal Family Day più volte è partito l’avvertimento “Renzi ci ricorderemo…”, “Alfano ci ricorderemo…”. Da oggi lancerebbe anche il “Grillo ci ricorderemo…?

«Grillo ormai fa il comico. Noi, come abbiamo sempre detto, continuiamo a fare il nostro lavoro di cittadini e a seguire con attenzione le vicende politiche e, al momento del voto, scegliere, proporre coloro che ci avranno appoggiato e, viceversa, prendere le distanze da coloro che ci stanno osteggiando. Lo faremo con tutti, non solo col M5S»

Un sondaggio evidenzia che una parte consistente dell’elettorato grillino è cattolico. C’è il rischio che se i 5S votano sì al ddl Cirinnà quegli elettori si allontanino definitivamente?

«La parte di elettorato cattolico che fino ad oggi ha ritenuto di sostenere il M5S potrebbe essere indotta a ripensare seriamente al proprio voto davanti a una posizione ideologica dei vertici del Movimento in ordine a un tema tanto delicato. In questo senso il messaggio vale anche per il M5S e ce ne ricorderemo. Ma vale pure per i 37 senatori dem che all’inizio sembravano tanto convinti della loro posizione relativa allo stralcio dell’articolo 5 - quello sull’utero in affitto – e che ora sembrano scomparsi dagli schermi radar. Speriamo riappaiano, quanto meno sui tabelloni del voto segreto. Ma in questo momento la responsabilità che grava su Ncd è quella più forte»

Insomma devono dire addio a Renzi?

«Se è vero come è vero che appoggiano la nostra posizione, hanno uno strumento forte per arginare questa deriva antropologica e lo strumento ce l’hanno solo loro in quanto membri del governo. A me irrita molto il fatto che Renzi prende e se ne va in Africa dicendo ‘state tranquilli, è tutto a posto, con Ncd non ci saranno problemi’ perché mi fa pensare male».

La fa pensare a cosa?

«Io vorrei che la cosa non fosse così tranquilla e sicura e che ci fosse uno scatto di orgoglio che provi a terremotare anche queste sicurezze del Pd e del suo leader»
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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