Alfano Vs unioni civili fa sapere: "Non minaccio crisi" di governo. Gandolfini all'attacco

03 febbraio 2016 ore 14:38, Marta Moriconi
Un sì alla legge sulle unioni civili con i voti di Pd e Movimento 5 stelle "sarebbe un fatto negativo e 
traumatico", ma non tanto da rinunciare alle poltrone? Praticamente è così. Il ministro dell'Interno e 
leader di Ncd, Angelino Alfano, ospite su La7 a 'L'Aria che tira' "non crede che minacciare ad otto giorni dal voto la crisi, conoscendo anche le dinamiche parlamentari, sarebbe una mossa intelligente ed astuta". 
Dunque se non è astuto minacciare la crisi di governo, la domanda è su cosa lo sia. Beh, ecco che spunta la vera difficoltà di Alfano a un tratto: "Diciamo semplicemente che votare insieme ai Cinquestelle è un fatto traumatico e grave, che se il Partito democratico lo risparmia fa meglio non solo per me o per Renzi, fa meglio per l'Italia".
Nessuno schiaffo, al massimo una carezza al premier, che può dormire sonni tranquilli. 
E poi svela che un gossip del passato: "Nel momento in cui abbiamo fatto questo governo, guardandoci in faccia, io e Renzi ci siamo detti, 'noi difficilmente troveremo un accordo sulle unioni civili, con grande coerenza lo abbiamo ribadito".

Alfano Vs unioni civili fa sapere: 'Non minaccio crisi' di governo. Gandolfini all'attacco
L'unica punta di orgoglio la si intravede, con grande sforzo, quando Alfano prova a mettere sul tavolo della discussione un paragone che potrebbe infastidire l'ex scout dicendo che "se tu butti in mezzo il governo fai un errore che neanche la grande Democrazia cristiana fece". E ha speranza che sette giorni "siano un tempo sufficiente perché un grande partito che governa il Paese si faccia bene i conti e dica: io non voglio dividere il Paese, non sulle unioni civili, sulle quali lo unirebbe, ma sulle adozioni. Allora togliamo questo tema così divisivo, specifichiamo che il matrimonio è una roba e questa è un'altra roba".
Dopo di che il leader del Nuovo centrodestra, pensa che basti "votare in modo plateale contro" perché "non c'è nessun patto di programma e non c'è nessun vincolo di maggioranza su questo argomento. In quel caso voteremmo contro l'intera legge, sia che sia scrutinio palese, che sia a scrutinio segreto, dimostrando coerenza".

Ma a rispondergli indirettamente stamane è Massimo Gandolfini che ha ribadito il volere del popolo del Family Day: "I parlamentari del Nuovo Centro Destra devono prendere atto di questo atteggiamento di totale chiusura e riflettere seriamente sul loro sostegno all’esecutivo". 
Idem gli altri membri del Comitato Difendiamo i nostri figli, Gianfranco Amato e Simone Pillon, che intervistati da IntelligoNews chiedono rispettivamente "un sussulto di dignità " ad Alfano e le "dimissioni" guardando "a re Baldovino". 
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