Inter, Etihad come sponsor? Solo una (quasi) truffa alla Totò

03 febbraio 2016 ore 15:43, Micaela Del Monte
Finti sceicchi, falsi intermediari, una fantomatica Università del Calcio e un'altrettanto fittizia offerta di sponsorizzazione. Sono questi gli elementi della truffa che è stata quasi messa a segno ai danni dell'Inter. Una storia incredibile, portata alla luce dal Corriere della Sera, sulla quale ora stanno indagando i carabinieri e la procura di Roma.

Secondo quanto ricostruito in base alle denunce il tentativo di furto avrebbe avuto inizio lo scorso anno, nel settembre 2015, quando per il tramite di Adriano Bacconi (volto noto della Domenica Sportiva, che fino a poco tempo fa era un collaboratore del club milanese) un certo Valerio Lattanzio e un misterioso avvocato (che si dichiara intimo della famiglia reale degli Emirati), si erano presentati ai vertici dell’Inter come intermediari di Etihad. Raccontano che la compagnia aerea è intenzionata a diventare lo sponsor principale del club e vogliono avviare una trattativa che inizia veramente. Ma l’interesse degli arabi è plausibile (Emirates è sponsor del Milan) e sia Lattanzio che l’avvocato forniscono nel corso dei mesi una serie di email che sembrano autentiche (una addirittura da un presunto governo degli Emirati).
Inter, Etihad come sponsor? Solo una (quasi) truffa alla Totò
Lattanzio fissa la propria commissione (pari al 2,5% per la sponsorizzazione e all’8% per gli affari successivi), poi il 6 ottobre chiede un mandato ufficiale che lo autorizzi a trattare per conto dell’Inter con Etihad; lo ottiene e a questo punto Lattanzio ha più o meno raggiunto il suo scopo poiché grazie a tale documento tenterà un’altra truffa ai danni di un albergatore. Il 24 luglio, racconta Roberto Biordi, proprietario di un B&B di Roma, ha affittato una stanza a tal Valerio Lattanzio, che diceva di essere in missione per conto dell’Inter. Diceva anche che il conto lo avrebbe saldato il club nerazzurro una volta terminato il suo compito: individuare una struttura per creare un’Università dello Sport. Lattanzio coinvolge nella ricerca lo stesso Biordi (in cambio di una futura provvigione), che lo aiuta a individuare l’immobile giusto, un grande albergo a 4 stelle, non lontano da Fiumicino. Il posto è perfetto, ha ospitato anche squadre di calcio in ritiro a Roma, l’offerta è di 30 milioni di euro. Il proprietario è interessato e comincia la trattativa. L’affare va per le lunghe e un bel giorno, il 9 novembre, Biordi si accorge che Lattanzio ha lasciato la stanza di fretta e furia e con essa 4.520 euro da pagare, ragion per cui si rivolge ai carabinieri. 

Nel frattempo Lattanzio ha convinto l'Inter a farsi dare un mandato per trattare con Etihad, inizia un valzer di email vertiginoso che culmina con una lettera fittizia scritta (ma in realtà il diretto interessato non lo ha mai fatto) da chi possiede Etihad, James Hogan, in cui è ufficializzata l'offerta: 25 milioni per 5 anni.

La società di Thohir se ne fa forte nella trattativa con Pirelli, ma Etihad appena viene a conoscenza della situazione smentisce qualunque interesse. Lattanzio prova a tranquillizzare il 'tycoon', l'avvocato che gli fa da 'spalla' inoltra un messaggio di posta elettronica a firma di un sedicente sceicco proprietario di Etihad che rilancia: altro che sponsor, la compagnia aerea vuole acquistare proprio l'Inter!

La messa in scena prosegue, fino al 12 novembre: all'Inter giunge una mail proprio del titolare dell'albergo di Fiumicino, che inserisce nell'oggetto "tentativo di truffa" e racconta al club nerazzurro ciò che già aveva reso noto alle forze dell'ordine. Ovvero che Lattanzio aveva avuto mandato per acquistare la sua struttura "al fine di trasformarla in una Università calcistica che avrebbe avuto come responsabile Roberto Baggio (...) Il tentativo peraltro fallito è stato quello di estorcerci del denaro come acconto nella prospettiva di una sicura compravendita da parte della società Inter appoggiata dalla Shuroq, società araba".

A quel punto l'Inter mette insieme i tasselli e, tramite l'ad Bolingbroke e il direttore commerciale Michael Gandler, contatta i vertici mondiali di Etihad che smentiscono l'interesse sia per l'acquisto della società che quello relativo allo sponsor. Nonché di conoscere Lattanzio e il famigerato avvocato. I carabinieri di Roma chiamano l'Inter e la vicenda emerge. La 'quasi' truffa è sventata. Il tentativo era quello di incassare una commissione sulla compravendita.
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