Tradurre i cani? Si può. Con No More Woof

03 gennaio 2014 ore 11:39, intelligo
di Micaela Del Monte.
Tradurre i cani? Si può. Con No More Woof
Quante volte ci è capitato di osservare un cane e chiederci cosa stesse pensando. Magari conoscendo il nostro amico a quattro zampe ci rimane più facile capirlo, ma non per tutti i cinofili è possibile indovinare lo stato d'animo del proprio cane.
Ma adesso, con l’aiuto della tecnologia, può essere tutto un po' più facile. Ed ecco che ci viene in aiuto No more woof, un dispositivo-traduttore in grado di tradurre dall’abbaio al linguaggio umano. No More Woof è un progetto sviluppato dalla Nordic Society for Invention and Discovery, ed è ancora in fase di test.
Tradurre i cani? Si può. Con No More Woof
Si tratta semplicemente una cuffia che, posizionata sulla testa del cane, legge le onde cerebrali dell’animale attraverso sensori EEG. Attraverso un’interfaccia Raspberry Pi le informazioni vengono trasmesse ad un computer che le interpreta e le restituisce ad una cassa acustica. Nonostante il dispositivo sia praticamente pronto, l’azienda ha pensato bene di indire una raccolta fondi su Indiegogo per poter sviluppare il progetto in altre lingue oltre all’inglese. Ovviamente il dispositivo tradurrà i pensieri più elementari del vostro cane, del tipo “ho fame”, “ho sonno” o “sono agitato” così da rendere la vita più facile anche ai padroni che possono relazionarsi con il proprio amico più adeguatamente alle sue esigenze.
autore / intelligo
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