L'emblema della Repubblica: un'Italia forte e pacifica fondata sul lavoro

03 giugno 2014 ore 9:39, Andrea De Angelis
L'emblema della Repubblica lo si trova anche nello stendardo del Presidente e sulle etichette delle bottiglie di vino, nelle pagelle scolastiche e all'ingresso dei musei statali.  Chiamato comunemente stemma(ma non correttamente in quanto sprovvisto del necessario scudo), l'emblema nasce dall'esigenza di dotare la neonata Italia repubblicana di un simbolo che la potesse rappresentare nel mondo e far riconoscere ai cittadini. A quel popolo sovrano che, democraticamente, l'ha scelta. Per sceglierlo furono indetti due differenti concorsi, che selezionarono nel gennaio del 1948 il disegno del pittore Paolo Paschetto.  
L'emblema della Repubblica: un'Italia forte e pacifica fondata sul lavoro
    Un decreto del Presidente della Repubblica stabilì: "L'emblema dello Stato, approvato dall'Assemblea Costituente con deliberazione del 31 gennaio 1948, è composto di una stella a cinque raggi di bianco, bordata di rosso, accollata agli assi di una ruota di acciaio dentata, tra due rami di olivo e di quercia, legati da un nastro di rosso, con la scritta di bianco in carattere capitale Repubblica Italiana". L'elemento che forse più di ogni altro si nota (già presente nello Stemma del Regno d'Italia usato dal 1870 al 1890) è la stella.  Già i greci chiamavano l'Italia "Esperia", cioè la terra del tramonto. Questo perché vedevano sorgere dalla parte dello stivale, ovvero al loro occidente, la stella Venere. Sullo sfondo di questa la ruota di acciaio che rappresenta, come facilmente immaginabile, il lavoro, elemento sul quale si fonda la Repubblica come previsto dal primo articolo della Costituzione. I due rami di olivo e di quercia rappresentano rispettivamente la pace e la fermezza, ovvero come l'Italia e il suo popolo sono (la Repubblica nasce tre anni dopo la fine del conflitto mondiale) e dovrebbero sempre tendere ad essere (oggi come allora). Ci sono almeno due tentativi di restyling che meritano di essere ricordati. Quello voluto dal Presidente del Consiglio Bettino Craxi, che nel 1987 lanciò un nuovo concorso nazionale volto a rinnovare o ridisegnare l'emblema della Repubblica. La Commissione incaricata ricevette 239 proposte, ma nessuna di esse venne ritenuta soddisfacente. Durante il secondo Governo Berlusconi (2001-2005), l''emblema è stato oggetto di un leggero restyling, motivato dal suo inserimento in un bollo ellittico, diventato il nuovo logo della Presidenza del Consiglio dei ministri.
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