Formigoni (Ncd): “Fi si è laicizzata e Renzi non è un vecchio comunista. Sul divorzio breve battaglieremo"

03 giugno 2014 ore 15:50, Lucia Bigozzi
Formigoni (Ncd): “Fi si è laicizzata e Renzi non è un vecchio comunista. Sul divorzio breve battaglieremo'
Il voto cattolico fluttua nell'urna da quando non c'è più la Dc. E da quando il “centrodestra non fa più il centrodestra”. Muove da qui l'analisi di Roberto Formigoni, senatore di Ncd, uomo di punta della galassia ciellina che a Intelligonews svela le strategie interne al movimento fondato da don Giussani per “difendere” il voto cattolico da un “Berlusconi laicizzato” e un Renzi competitore agguerrito perchè “non è un vecchio comunista”. Con qualche raccomandazione al ministro Lupi, ciellino pure lui, che tradotto dal lessico prudente formigoniano suona come una stoccata...
Senatore Formigoni, nelle urne europee da che parte è andato il voto cattolico? "Si è distribuito come accade da tempo, stavolta forse più che in passato, anche perchè non c'è più la Dc. Chiaro che con la Democrazia cristiana era concentrato largamente su quel partito ma via via è andato decrescendo, successivamente po’ si è suddiviso tra Margherita e Forza Italia quando Fi era Fi, cioè aderiva al Ppe e quando con Berlusconi si schierava, ade esempio, in difesa della vita di Eluana Englaro o portava avanti le sue battaglie sulle fecondazione eterologa. Insomma, mi riferisco alla fase di una Forza Italia partito laico ma attentissimo alla visione cristiana della vita. Poi, Fi ha assunto una deriva laicista e il voto cattolico si è ulteriormente suddiviso fra i vari partiti, ma certamente una parte consistente sta nel Nuovo Centrodestra". Nella scomposizione e ricomposizione degli scenari pesa ancora il voto dei cattolici? "Più che all'interno dei partiti pesa di più in base alle scelte che i partiti fanno. Mi auguro che sui temi fondamentali i cattolici sappiano ritrovare l'unità perchè ci sono alcuni punti che i cattolici hanno ben presenti forse più di altri e che non hanno un'esclusiva ma fanno parte del bene comune: maternità, famiglia. Dico da tempo che le politiche sulla maternità in Italia sono asseti e quelle per la famiglia pressochè ininfluenti. Da presidente di Regione Lombardia, io ho fatto scelte precise: dal fondo Nasco, agli assegni familiari, al buono scuola; oggi che sono in parlamento vedo che la battaglia è difficile e invece, sarebbe bene che i cattolici si facessero sentire. Non è un valore confessionale, ma una scelta che riguarda la vita di tutti e i cattolici più sensibili possono svolgere una funzione di servizio per tutti". Renzi sta “sfilando” al centrodestra i voti dei cattolici? "No. Certamente c'è una parte di elettori cattolici del centrodestra che hanno votato Renzi, ma attenzione, molti di meno di quello che il 41 per cento del Pd farebbe pensare. L'analisi del voto dimostra che il 41 per cento deriva da un 'pieno' dei voti Pd, nel senso che gli elettori Pd sono andati a votare; da un esaurimento dei voti di Scelta Civica e dal fatto che gli elettori di centrodestra in larga parte sono rimasti a casa, mentre in pochissimi hanno votato Pd. Certamente Renzi è un competitore in questa area e la battaglia da questo punto di vista è molto aperta". Beh, visti i numeri del voto non sembrerebbe... "Quando Fi era Fi e il Pd era il Pd, il 60 per cento degli elettori cattolici votava per il centrodestra; in Lombardia secondo alcuni studi eravamo arrivati addirittura al 65 per cento. Poi Fi si è laicizzata, ha assunto posizioni più estreme; dall'altra parte va detto che Renzi non è un 'vecchio' comunista". Entriamo nella galassia del voto cattolico. Lei che appartiene al mondo di Comunione e Liberazione e ne conosce bene le dinamiche interne, le chiedo: c'è stato un cambio di direzione, di orientamento, dopo la sconfitta del Pdl alla politiche e la successiva scissione tra Fi e Ncd? "Premesso che Comunione e Liberazione in quanto tale non fa politica, i ciellini fanno le loro scelte individualmente, come fa ogni persona. E' chiaro che quelli di noi che appartengono a Cl e fanno politica hanno amici ed elettori tra i ciellini. Posso dire che in molti hanno scelto di fare politica con noi di Ncd". E lei o altri politici ciellini - penso a Lupi - cosa avete fatto per questa tornata elettorale? "Essendo entrati in partito piccolo abbiamo cambiato strategia. Questa volta, abbiamo favorito una molteplicità di candidature per Ncd che noi dovevamo trainare. Anzichè candidare una o al massimo due persone come avveniva in passato, nel Nord Ovest – ad esempio – abbiamo favorito l'ingresso in lista di numerosi amici che appartengono all'area di Rete Italia". Quindi lei, Lupi e Mauro vi siete “distribuiti” i candidati? "Abbiamo favorito più candidature, a partire da quella di Salini e messo in pista più cavalli che dovevano correre per portare consensi al partito. E la strategia è riuscita perchè le persone che ho sostenuto un questa campagna elettorale, sono arrivate ai primi posti delle liste e hanno trainato molti voti e consensi". Nei retroscena politici, si avanza l'ipotesi che Lupi abbia preso meno consensi del previsto perchè ci ha messo lo 'zampino' Formigoni. E' così? "Le ripeto: la strategia che ho seguito è stata quella di candidare diversi amici. Al congresso di Ncd, di fronte al partito che all'unanimità mi aveva chiesto di candidarmi alle europee, ho detto chiaramente che non mi sarei candidato anche perchè ci sono tanti giovani da valorizzare e in quella sede ho detto pubblicamente che avrei sostenuto la candidatura di Massimiliano Salini. Considero un errore non aver candidato Mario Mauro ed è un errore che ha commesso chi ha fatto le liste, perchè Mauro legittimamente poteva correre e portare sostegno alla lista". Dica la verità: tra lei e Lupi c'è una competizione per la 'leadership' ciellina? "No. Non c'è competizione, si faccia un giro a Milano e avrà la risposta. Per quanto mi riguarda, consiglio a Lupi di rimanere a fare il ministro e non optare per il seggio europeo. E se decidesse di presentarsi candidato sindaco a Milano io sosterrò certamente la sua candidatura". Se il centrodestra va ricostruito come dite tutti, va ricostruita anche una proposta politica ispirata ai valori cattolici? E chi se la può intestare? "I cattolici che fanno politica. Certamente la proposta va rilanciata e approfondita. Noi abbiamo il grandioso insegnamento della Dottrina sociale cristiana: pensiamo a Giovanni Paolo II, a Benedetto XVI, a Francesco. I Papi rendono molto attuale l'insegnamento sociale della Chiesa ma sta a noi cattolici laici che facciamo politica ad assumerci il rischio di scelte che vanno in quella direzione, cioè la traduzione in atti concreti dei principi e dei valori cristiani". Sì ma allora perchè Ncd ha votato in ordine sparso sul divorzio breve? "Sono stato molto polemico sulla scelta fatta dai colleghi parlamentari del mio partito di votare a favore del divorzio breve, tranne alcuni che hanno votato contro. È stato un errore grave; le posso dire che al Senato stiamo facendo ostruzionismo in Commissione per non far passare la legge sull'omofobia che impedirà di dire a qualsiasi persona lo pensi che il matrimonio tra un uomo e una donna è preferibile a quello tra una coppia omosessuale. Daremo battaglia anche sul divorzio breve".
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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