Salvini e i cantanti: dalle lodi di Celentano a Venditti che gliele suona

03 giugno 2015, intelligo
Salvini e i cantanti: dalle lodi di Celentano a Venditti che gliele suona
Se dalla via Gluck “là dove c’era il verde, oggi c’è una città…” il super-Molleggiato suona la sveglia e dice che sta pensando a Salvini, un po’ più a Sud e molto al Centro, Antonello Venditti ‘demolisce’ le ruspe del leader leghista stampate sulla maglietta. Lo fa da Roma, in diretta tv, e non è una ‘canzone d’amore’…

A Ballarò Salvini si sofferma sul risultato elettorale e rivendica il fatto che la gente premia la Lega perché vuole che si parli di cose concrete, a cominciare da lavoro e legge Fornero (alias nuovo ‘tormentone padano’). Fin qui tutto liscio. 

Ma è alla parola ‘ruspe’ – leggi rom – che si scatena il duello televisivo col cantautore romano. Venditti gli chiede: “Ruspe in azione su chi e contro cosa?”. Aggiunge: “Ti paghiamo noi…” riferendosi allo stipendio da eurodeputato del Salvini nazional-popolare che, sottolinea Venditti, non viene da un lavoro vero e proprio. Immediata la replica, caustica, del leader leghista convinto che non “è svuotando l’Africa che si risolve il problema” perché è “un insulto parlare ancora di campi rom nel 2015”. 

Venditti gliele suona e gliele canta da sinistra, ma Celentano è su un altro spartito. Lui la canzone sulla “politica inconcludente” l’ha già scritta e il ritornello è quanto mai accattivante: “Sto pensando a Salvini…”. Che detto da Celentano ha un sapore molto, molto rock… 

Insomma nel giro di quattro giorni il Salvini ‘felpizzato’ piomba anche nel fantasmagorico mondo delle hit. A questo punto viene da chiedersi: chi le canta e chi le suona?

LuBi


autore / intelligo
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