Berlusconi Vs Salvini sul voto: "Dopo No al referendum sì a governo di unità nazionale"

03 giugno 2016 ore 11:04, Andrea De Angelis
Forse si voterà il 2 ottobre, forse. Un modo quasi inconscio, dicono alcuni addetti ai lavori, per rievocare un altro "due", ben più famoso, quello del mese di giugno che proprio ieri si è festeggiato. Forse la Costituzione cambierà, oppure resterà così com'è. Di certo dall'esito del referendum costituzionale, come detto prima dal premier Matteo Renzi e poi dal ministro "titolare" della riforma, Maria Elena Boschi, dipenderà il futuro dell'esecutivo. 

Lo sa bene anche chi per vent'anni ha vissuto con un ruolo da assoluto protagonista la politica italiana, ovvero Silvio Berlusconi. Il leader di Forza Italia, che lo scorso marzo ha riacquisito il diritto di voto, si sta spendendo in prima persona affinché ad ottobre la riforma venga bocciata dal popolo sovrano. Così mentre Renzi e Boschi dicono che lasceranno la politica in caso di sconfitta (salvo essere richiamati, tra gli altri, da Orfini), Berlusconi rilancia e parla di "governo di unità nazionale" laddove si riuscisse a mandare a casa quello guidato dall'ex sindaco di Firenze. 
Berlusconi Vs Salvini sul voto: 'Dopo No al referendum sì a governo di unità nazionale'
Attenzione: Berlusconi ha già ribadito la sua volontà di non ricandidarsi più come Presidente del Consiglio: "Purtroppo io sono incandidabile ancora per 3 anni". Dunque non sarebbe lui a guidare nessun esecutivo di unità nazionale, così come non sarebbe il leader della coalizione di centrodestra in vista delle prossime elezioni. Coalizione che per l'ex premier è una necessità assoluta: "In Italia ormai  ci sono tre poli. Il centrodestra non può pensare di vincere al ballottaggio, perché se andasse al ballottaggio contro M5S gli elettori del Pd voterebbero per questi, mentre se andasse al ballottaggio con il Pd tutti gli elettori del M5S voterebbero per il Pd. L’unica possibilità di vincere è farlo al primo turno superando il 40%".

La replica di Salvini alle parole di Silvio Berlusconi è stata dura: "Che gli italiani votino: non ne posso più di presidenti non eletti, Monti, Letta, Renzi. Lo capisca anche Berlusconi: nessun accordo, nessun inciucio, elezioni subito, come Lega siamo pronti anche domani". Insomma, 
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