Danni da ictus curati con staminali. Neurologi: "Non c'è guarigione"

03 giugno 2016 ore 13:01, Americo Mascarucci
Combattere i danni da ictus con le cellule staminali si può.
Lo ha stabilito una ricerca che è riuscita a dimostrare come pazienti che hanno riportato disabilità motorie permanenti dopo un ictus sono stati curati con una terapia a base di cellule staminali iniettate direttamente nelle zone del cervello colpite attraverso un forellino praticato sulla testa. 
Il trattamento avrebbe dato risultati positivi e, in alcuni casi, avrebbe portato al recupero di alcune funzioni motorie. 
Il traguardo è stato possibile grazie ad una sperimentazione clinica condotta su 18 pazienti, coordinata da Gary Steinberg della Stanford University in California, che avevano avuto un ictus almeno un anno prima. 
Le cellule utilizzate sono staminali prelevate dal midollo osseo di donatori e modificate in provetta per acquisire funzioni neurali. 
Steinberg e i suoi collaboratori hanno praticato un forellino sulla testa dei pazienti e attraverso di esso hanno iniettato le staminali nei punti interessati dal danno provocato dall'ictus. 
"Pazienti che non potevano muovere le dita hanno ricominciato a farlo – sostiene Steinberg -  pazienti che erano sulla sedia a rotelle ora possono camminare". 

Danni da ictus curati con staminali. Neurologi: 'Non c'è guarigione'
La terapia non ha causato effetti avversi se non che un mal di testa transitorio dopo l’intervento dovuto al fatto che i pazienti dovevano restare con la testa ferma durante l’operazione. 
Poiché le cellule iniettate non rimangono a lungo nelle aree neurali trattate, i ricercatori ipotizzano che le staminali agiscano rilasciando dei fattori 'trofici' (protettivi e nutritivi) che favoriscono la riparazione spontanea del danno cerebrale. 
Ovviamente si tratta di uno studio tutto da approfondire, sicuramente un ottimo passo avanti nella cura delle conseguenze dell'ictus anche se a livello scientifico vige la massima cautela e soprattutto la volontà di non spacciare per "miracolo" quella che potrebbe alla fine rivelarsi soltanto una nuova terapia, efficace e utile siocuramente, ma incapace di restituire al paziente la piena attività motoria. 
"Non si può parlare di guarigione, forse solo di cura. Lo studio è estremamente interessante poiché si rivolge a pazienti con deficit da ictus ormai stabilizzati per i quali ad oggi non sono disponibili trattamenti efficaci - dichiara a Repubblica il professor Vincenzo Di Lazzaro, Ordinario di Neurologia all'Università Campus Bio-Medico di Roma - D'altra parte si tratta di un gruppo di ricercatori molto qualificato, attivo da anni nel campo e che ha sperimentato questo approccio in modelli animali prima che nell'uomo. Certamente non si tratta di guarigione, ma di un parziale recupero delle funzioni neurologiche perse in conseguenza dell'ischemia cerebrale. Tuttavia è fondamentale ricordare che si tratta di uno studio preliminare su un piccolo gruppo di pazienti, il cui obiettivo principale era quello di dimostrare che questo approccio è sicuro; i benefici ma anche la sicurezza a lungo termine potranno essere confermati solo da studi più ampi".

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