Il "biberon" di Fassina e Marchini: quelle firme (farsa) sul documento per la Famiglia

03 giugno 2016 ore 12:26, Americo Mascarucci
Il forum delle famiglie del Lazio ha lanciato nei giorni scorsi la petizione #IoStoConIBiberon per chiedere ai candidati sindaco di Roma un impegno concreto in favore della famiglia. 
Impegno riassumibile in alcuni punti chiave.
Per far capire meglio di cosa si tratta, pubblichiamo il comunicato stampa del Forum delle Associazioni Familiari del Lazio: 
"#IoStoConIBiberon: questo lo slogan lanciato nelle scorse settimane dal Forum per chiedere ai futuri amministratori un impegno concreto per le famiglie, che ha avuto un’ampia adesione anche a Roma. Tre dei principali candidati sindaco (in ordine alfabetico: Adinolfi, Fassina e Marchini) hanno sottoscritto i 6 Punti per la Famiglia, trentaquattro candidati al Consiglio Comunale o ai Consigli Municipali hanno sottoscritti i 3 Impegni per la Famiglia. “Siamo soddisfatti di queste adesioni. Auspichiamo che i sottoscrittori concretizzino l’impegno assunto e che aiutino a rendere Roma una città più vivibile e a misura di famiglia. Il Forum li seguirà e collaborerà con chi si prende a cuore i problemi e i sogni delle famiglie romane”, ha dichiarato la Presidente del Forum delle Associazioni Familiari del Lazio Emma Ciccarelli. “Ci auguriamo che la nuova amministrazione sappia restituire alla città un volto più umano e dialogante e valorizzi la sussidiarietà e la libera iniziativa dei cittadini. Dando spazio alle nostre proposte (Assessorato alla Famiglia, Case Popolari, Agenzia per gli Affitti, Asili Nido, TARI e Addizionali Comunali) siamo certi che le famiglie romane potranno avere maggiore attenzione e più risorse".
Fin qui il comunicato.
Andiamo dunque ad esaminare i tre candidati sindaco, gli unici, che a detta del Forum, hanno sottoscritto l’appello. 
Mario Adinolfi non poteva certamente mancare essendo un "figlio del Family Day" e guidando una lista civica il cui nome non lascia spazio a dubbi: "Il popolo della Famiglia" .
Sorprende invece, e molto, l’adesione di Stefano Fassina, leader della Nuova Sinistra Italiana se non fosse lo stesso Fassina che nelle ultime ore è andato al Gay Village a ribadire il suo impegno in favore delle coppie omosessuali, affermando che lui i matrimoni gay sarà pronto a registrarli senza se e senza ma. 
Tutto normale? Nessuna incongruenza? Se lo spirito del Forum delle Famiglie del Lazio era quello di ribadire la supremazia della famiglia naturale rispetto alle unioni civili, allora l’adesione del laicissimo Fassina sembra assumere i contorni della beffa
E Alfio Marchini? In tempi non sospetti, quando non era ancora il candidato di mezza destra romana, era favorevole alle unioni civili e gay, oggi ha detto che da sindaco non celebrerà le nozze gay, salvo poi correggersi ribadendo che comunque rispetterà la legge. Sì, no, forse, alla fine un bel nì e non ci si pensa più.

Il 'biberon' di Fassina e Marchini: quelle firme (farsa) sul documento per la Famiglia
Forse quello che a molti continua a sfuggire è il significato vero della grande sfida che si sta consumando nella società, dove non si tratta più di scegliere fra destra e sinistra, ma fra principi antropologici e nichilismo. 
La sfida a questo punto non riguarda più nemmeno cattolici contro laici, credenti contro non credenti ma società naturale, e quanti si riconoscono in essa indipendentemente dalle idee e dal credo religioso, e società del pensiero unico fondata sulle pulsioni dell’io. 
Una sfida fra chi ritiene di essere ciò che la natura crea e chi invece considera legittimo essere ciò che la mente vuole si diventi; fra chi ritiene che uomo e donna siano ancora categorie naturali indiscutibili come tali e chi invece considera la differenza di genere un fattore culturale quindi mutabile: fra chi crede nel valore della vita in tutte le sue forme e i suoi momenti e chi invece ritiene la vita un bene di consumo da rottamare nel momento in cui non è più in grado di garantire, o rischia di compromette, il diritto alla felicità (l’aborto se il bimbo rischia di nascere malformato, l’eutanasia per i malati terminali).
E poi ancora: fra chi ritiene che un figlio debba avere un padre ed una madre e chi invece pensa che un bimbo possa crescere con un solo genitore, oppure con un genitore A e un genitore B indipendentemente dal sesso, o considera normale che possa essere concepito in un utero affittato, oppure creato in laboratorio come un qualsiasi macchinario. 
Questa la vera sfida, che va ben oltre gli steccati ideologici e la fede di ognuno, una sfida in cui in gioco è il futuro stesso della società.
Pensare di rispondervi accettando "contentini per la famiglia" (bonus bebè, sconti fiscali o agevolazioni varie) significa forse non aver ben compreso l’importanza della sfida lanciata dalla piazza del Family Day. 
Una piazza che è stata disertata, se non addirittura criticata, anche da chi oggi ha firmato il documento del Forum quasi riconoscendogli una valenza esclusivamente simbolica o peggio assegnandogli un significato prettamente elettoralistico (della serie firmo, prendo i voti e scappo).
Il tutto mentre in Parlamento la tanto contestata stepchild adoption (l'adozione del figlio biologico del partner in una coppia gay) si appresta, dopo essere uscita dalla porta a rientrare dalla finestra (visto che tanto ci pensano i giudici a suon di sentenze a legalizzarla), insieme a eutanasia, legalizzazione delle droghe leggere e tutto ciò che piace alla società nichilista, al Partito Radicale di massa, quello che i temi etici pensa di poterli gettare alle ortiche barattando la coscienza dell' individuo con "piatti di lenticchie".  
 

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