Referendum-unità nazionale, Savarese (GF): “Se vince il no elezioni subito"

03 giugno 2016 ore 14:34, Lucia Bigozzi
“Gli aspetti politici legati alla conseguenza di un’eventuale e auspicabile vittoria del no non ci competono. Berlusconi ha fatto una sua valutazione ma non sta scritto da nessuna parte che debba andare così”. Netta l’analisi di Filippo Savarese, portavoce di Generazione Famiglia che nell’intervista con Intelligonews legge in controluce lo scenario immaginato da Berlusconi se a vincere saranno i no al referendum costituzionale. 

Che valutazione dà dell’idea di Berlusconi di un governo di unità nazionale in caso di vittoria del no al referendum costituzionale. Casuale o c’è dietro altro?

"A noi come Comitato Famiglie per il No l’appuntamento con il referendum interessa anzitutto per salvaguardare quegli spazi di democrazia che ci servono per continuare a difendere la famiglia e i diritti dei bambini. Abbiamo visto con l’iter sulle unioni civili che affidare maggiori poteri a questa classe politica dirigente, significherebbe ritrovarsi un mese dopo con matrimonio gay, utero in affitto e quant’altro. Gli aspetti politici legati alla conseguenza di un’eventuale e auspicabile vittoria del no non ci competono".

Referendum-unità nazionale, Savarese (GF): “Se vince il no elezioni subito'
Voi siete fortemente impegnati sul fronte dei comitati per il no al referendum ma quando parla di governo di unità nazionale può starci dentro anche il Patto del Nazareno 3. Quindi la vostra battaglia non rischia di essere vanificata anche agli occhi del vostro elettorato di riferimento considerando che il Pd renziano è il partito delle unioni civili, delle adozioni gay? Non è una contraddizione bella e buona per voi?

"A noi molti hanno chiesto nelle settimane scorse di aderire a comitati referendari già costituiti, di diversi schieramenti politici o comunque di diverse realtà civiche. Abbiamo voluto costituire un nuovo autonomo e indipendente comitato referendario specificamente del Family Day proprio per non doverci legare a queste letture che altri comitati o comunque altri attori verso il referendum intendono fare. Berlusconi ha fatto una sua valutazione ma non sta scritto da nessuna parte che debba andare così, né che andrà effettivamente così; quindi noi non ci sentiamo vincolati a nessuno scenario. Noi non ci esprimiamo da questo punto di vista; sappiamo che se vince il sì, altro che governo di unità nazionale… avremo un governo di lobby internazionali, sicuramente è lo scenario peggiore".

Però, se vincesse il no e la ‘profezia’ di Berlusconi si dovesse avverare, un governo di unità nazionale non potrebbe non passare da un accordo col Pd; in quel caso le vostre battaglie impatterebbero non solo sul piano politico ma anche su quello valoriale che vi stanno a cuore. Cosa risponde?

"Se dovesse vincere il no ci sarebbe un tale sconvolgimento istituzionale che credo sarebbe assolutamente impensabile inserire in una nuova maggioranza temi eticamente sensibili; a parte che io credo che il presidente della Repubblica potrebbe semplicemente sciogliere le Camere e chiamare nuove elezioni; detto questo se ci dovesse essere un governo di scopo per riformare una nuova legge elettorale perché sappiamo che l’attuale vale solo se passa il referendum, sicuramente non ci sarebbero spazi per sfiorare questioni etiche. Tra l’altro, noi crediamo che già oggi con questo governo e con la botta che ha ricevuto sulle unioni civili, avrà molta paura a continuare su questa direzione. Quindi, posto che sono valutazioni di Berlusconi tutte da dimostrare, noi in questo momento non possiamo commentarle perchè sono mere ipotesi. Però, ripeto: non può andare peggio di una vittoria del sì. Per il resto, noi continuiamo a fare la nostra battaglia chiunque ci sia al governo". 


autore / Lucia Bigozzi
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