Slovenia come Game of Thrones, i "baby-draghi" tornano alla luce - VIDEO

03 giugno 2016 ore 23:07, Micaela Del Monte
Daenerys Targaryen di Game of Thrones questa volta non centra nulla. Le uova di drago non si sono schiuse con il calore del fuoco dopo secoli di assenza, ma come nella serie fantasy l'evento che si è appena verificato in Slovenia ha dell'incredibile. Nelle grotte di Postumia si sta verificando un evento unico: la schiusa delle uova dei protei conosciuti come "piccoli draghi" è stata per la prima volta ripresa da telecamere a infrarosso. Una rarità, visto che negli acquari i protei sono venuti al mondo soltanto una volta, a metà del secolo scorso, in Francia.

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I protei, lunghi fra 25 e 30 centimetri, sono fra gli animali più misteriosi, anfibi, che vivono solo nella profondità delle grotte
, in ambienti di buio completo al quale si sono perfettamente adattati con occhi atrofizzati e pelle rosa pallido. Specie "vulnerabile" secondo l'Unione internazionale per la conservazione della natura (Iucn), di loro si sa che possono arrivare al secolo di età e che possono vivere per diversi anni senza cibo. Si muovono sfruttando olfatto, udito e la capacità di percepire energia elettrica e onde elettromagnetiche. Si riproducono ogni 6-7 anni e in natura su 500 uova deposte si stima che solo due larve crescano con successo.

Questo spiega come mai da gennaio, quando è stato individuato il primo uovo, i riflettori della comunità scientifica siano stati puntati con tanto interesse sulle Grotte di Postumia.

Nell'acquario sono state deposte 64 uova e ne sono rimaste circa una ventina con larve. Il primo uovo si è schiuso il 30 maggio, mentre i fan del Trono di Spade assistevano alla 'reunion' di Daenerys Targaryen con i suoi draghi. Suggestioni fantasy a parte, dopo un giorno una seconda larva è venuta alla luce e in queste ore sta per schiudersi un terzo uovo. Ora comincia la scommessa. I protei in acquario non vivono nel loro habitat naturale e i biologi dovranno nutrirli, cambiare l'acqua per evitare contaminazioni e mettere su dei veri e propri "asili nido", ovvero acquari separati, per ogni larva.

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