Wojtyla "Santo subito" come aveva gridato il popolo. La Chiesa ascolta e fa. Il governo annuncia e rinvia

03 luglio 2013 ore 11:31, Americo Mascarucci
Wojtyla 'Santo subito' come aveva gridato il popolo. La Chiesa ascolta e fa. Il governo annuncia e rinvia
Giovanni Paolo II sarà canonizzato entro la fine dell’anno. La Congregazione per le cause dei santi ha accertato l’esistenza del secondo miracolo avvenuto per l’intercessione del pontefice polacco
. “Santo subito” aveva gridato il popolo dei fedeli il giorno dei suoi funerali e a nemmeno dieci anni di distanza il desiderio sarà esaudito. Papa Francesco, cui spetta la decisione finale, pare non avere dubbi al riguardo. La beatificazione non è sufficiente ad esaltare la straordinarietà di questo papa che ha segnato la storia. Egli merita la santificazione conquistata in vita con le opere, ma ancora di più con la sofferenza che ha segnato quasi tutto il suo pontificato. Da quel fatidico 13 maggio 1981, quando fu gravemente ferito in Piazza San Pietro dalle pallottole di Ali Agca, Karol Wojtyla ha iniziato un doloroso calvario che lo ha accompagnato per il resto della sua esistenza. Nonostante le sofferenze procurate da un corpo debilitato, che anno dopo anno perdeva sempre più energia e vigore, Giovanni Paolo II ha portato avanti la sua missione senza mai risparmiarsi, mantenendo intatta la lucidità mentale e la forza spirituale. Wojtyla è stato il pontefice che più di tutti ha combattuto e sconfitto il comunismo sovietico con la forza della fede, liberando l’Est europeo dall’oppressione e dall’ateismo di stato. Ha girato tutto il mondo, portando Cristo, luce e speranza dei popoli, anche nelle situazioni più disperate. Ha continuato a guidare la Chiesa fino all’ultimo giorno di vita, mostrandosi in pubblico anche quando era diventato per lui impossibile muoversi e parlare. Ma i fedeli di tutto il mondo, anche di fronte a quella voce strozzata ed incapace di andare al di là di un debole, incomprensibile suono, hanno visto la grandezza di Dio, la forza della Croce che redime e salva il mondo. Wojtyla dunque sarà canonizzato nonostante le non poche voci contrarie di tanti suoi detrattori; il mondo laicista in primo luogo che lo ha sempre accusato di conservatorismo per la rigidità nel difendere i valori non negoziabili; i settori più progressisti del mondo cattolico che lo accusano di aver riportato la Chiesa indietro nel tempo vanificando lo spirito innovatore del Concilio Vaticano II; gli esponenti della Teologia della Liberazione secondo i quali, condannando l’azione dei religiosi impegnati con i movimenti rivoluzionari marxisti, Wojtyla ha finito con il legittimare le dittature dell’America Latina. Per non parlare poi dell’accusa ben più grave ed infamante di aver coperto lo scandalo della pedofilia fra il clero, proteggendo il fondatore dei Legionari di Cristo Marcial Maciel. Accuse strumentali e certamente ingenerose, che non hanno minimamente scalfito l’affetto e la devozione che i fedeli hanno sempre provato per questo grande papa venuto dall’Est, dopo aver vissuto sulla propria pelle il dramma del nazismo e del comunismo nella martoriata terra di Polonia. Papa Francesco metterà presto a tacere ogni dubbio, proprio come Giovanni Paolo II mise a tacere le voci contrarie alla canonizzazione di Padre Pio. Un segno inequivocabile di quanto Bergoglio sia devoto al suo predecessore e quanto veda in lui un esempio da seguire ed imitare. Chi si aspetta da Francesco gesti rivoluzionari e stravolgimenti epocali nella Chiesa, anche alla luce della ferma volontà di santificare Wojtyla già manifestata pubblicamente a pochi giorni dall’elezione, non potrà che restare deluso.
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