Rotondi (Pdl): “La nuova Fi gestita dai manager? Saremmo espulsi dal Ppe. Cattolici, non c’è spazio per una Dc vintage”

03 luglio 2013 ore 15:20, Lucia Bigozzi
Rotondi (Pdl): “La nuova Fi gestita dai manager? Saremmo espulsi dal Ppe. Cattolici, non c’è spazio per una Dc vintage”
Vuole sentire dalla voce di Berlusconi cosa diventerà il Pdl, se una nuova Fi popolare e di ispirazione europea, oppure il partito dei ‘manager’. Poi deciderà. Gianfranco Rotondi, ex ministro e parlamentare Pdl, è appena uscito dalla riunione del gruppo parlamentare alla Camera presieduta da Alfano e a Intelligonews Gianfranco Rotondi, ex ministro e parlamentare del Pdl, anticipa cosa dirà al Cav. tra una settimana.
Berlusconi torna a Forza Italia, la destra torna ad Alleanza Nazionale. E i cattolici dove tornano o dove vanno? «Sto riflettendo. Ho riportato la Dc sulla scheda elettorale nel 2006 e fu determinante nel pareggio al Senato. Ma stavolta non c’è spazio per una Dc ‘vintage’. Sconsiglio anche la rinascita di Forza Italia. O il Pdl evolve in una forza popolare di ispirazione europea o il ventennio berlusconiano sarà stato solo una transizione». Alfano non ascolta il suo consiglio, perchè proprio adesso ha detto che si torna a Forza Italia e sul come e quando deciderà solo Berlusconi. Cosa risponde? «Alfano è un gran signore e quindi mostra duttilità ed evita di apparire innamorato del proprio ruolo. Capisco dunque la sua prudenza». Risposta diplomatica. Lei è un politico attento e navigato, proprio ieri aveva annunciato che avrebbe parlato solo dopo la riunione del gruppo Pdl alla quale oggi partecipa: sta pensando a qualcosa di eclatante? Cosa ha da dire? «La riunione viene aggiornata a martedì con la presenza di Berlusconi. Interverrò in quella sede esponendo le valutazioni che vi ho anticipato. Se Berlusconi mantiene il profilo di una forza popolare di ispirazione cristiana e liberale, il nome è solo un accidente. Se torniamo al movimento pre-politico del ’94 io a quell’epoca ero nella Dc non in Forza Italia». Sì, ma lo schema di cui si parla pare proprio quello che lei vuole scongiurare e al di là dei valori, sul piano pratico si ragiona del leader che decide da solo, di un partito-movimento, coordinatori-manager, segretario sostituito da un comitato di reggenti. Se fosse così lei ci starebbe? «Devo ancora sentir dire da Berlusconi queste cose. Un partito gestito da manager e senza uno statuto democratico sarebbe espulso dal Ppe e non compatibile con le nuove norme approvate dal parlamento italiano sui partiti». Caso Santanchè: Alfano ha detto 'avanti tutta', non si torna indietro. Andrete allo scontro anche a costo di far saltare le larghe intese? «Non saltano né il governo né la Santanchè. La prassi è che negli incarichi di Aula nessun partito ha poteri di veto. Aggiungo che la Santanchè ha idee nette come le aveva la Bindi che pure è stata una eccellente vicepresidente della Camera». La sinistra il veto lo ha già messo e per voi resta il problema dei numeri sul voto. Come lo risolvete? La sinistra usa il pretesto della pitonessa: la solita superiorità morale? «La pitonessa è un imprenditore di successo e un politico mai lambito da inchieste, scandali e dicerie. E’ antipatica a sinistra, e con questo? Mi spiace, ma la pitonessa sarà vicepresidente della Camera fosse anche coi soli voti del Pdl». Domani i grillini restituiranno 1,5 milioni di euro, almeno secondo le previsioni. Pura demagogia? Eppure i soldi sono soldi … «E’ una scelta coerente con un’idea della politica lontana dalla tradizione dei partiti popolari che avevano una struttura che era condizione di libertà e partecipazione per tutti». Giustizia, il ministro Cancellieri tuona contro le lobby che frenano le riforme. Condivide? E come se ne esce? «Ci mancherebbe che le lobby applaudissero. La politica deve recuperare coraggio, non cercare alibi». Riforma carceraria: favorevole o contrario all’ipotesi di amnistia? E cosa risponde a chi, a sinistra, sostiene che si tratterebbe di un “regalo” a Berlusconi? «Sono favorevole all’amnistia da quando la chiese Giovanni Paolo II a Montecitorio. A Berlusconi non serve a niente perché le inchieste contro di lui vengono ordinate à la càrte. Ne aprirebbero altre, nuove di zecca». Alfano ha detto che il Pdl sosterrà i referendum dei radicali su separazione delle carriere e responsabilità civile dei magistrati. Lei li firmerà? Perché negli anni al governo avete fallito quello che avete sempre considerato un impegno prioritario del vostro programma? «E’ una domanda molto seria. Sono venti anni che il centrodestra annunzia la riforma della giustizia e attacca i magistrati. Dopo venti anni il risultato è che si parla di Berlusconi in carcere. E’ la sconfitta più radicale».
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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