Oltre il referendum in Grecia

03 luglio 2015, Luca Lippi
Oltre il referendum in Grecia
A Varoufakis si unisce anche Tsipras, in caso di vittoria del “si” potrebbe dimettersi. Sono ore concitate, comprensibilmente si sente tutto e il contrario di tutto, è il lato “umano” della politica.

Tuttavia è stato anche assicurato da Tsipras che in ogni caso “avremo un accordo 48 ore dopo il referendum”. Questo è il lato più malverso della politica, rassicurare il moribondo con un inutile “non è niente sta sereno” (chiedere a Enrico Letta).
Nel frattempo, ci sono le scaramucce classiche del “pre”, e ovviamente il Consiglio di Stato greco si pronuncerà a proposito oggi. Il referendum violerebbe la Costituzione poiché pone un quesito che riguarda le finanze pubbliche, oltre a non essere esposto in termini chiari. Allo stesso tempo, però, è stato presentato un contro-ricorso da parte di dodici giudici vicini a Syriza che sostengono la validità del referendum perché relativo a un problema di “sovranità nazionale”. Altro lato malverso della politica, due litiganti vicino al moribondo bisognoso di attenzione.

Poi ci sono i creditori che fanno i conti, sempre col moribondo lì, proprio sulla scena dove si svolgono tutte le altre, di una rappresentazione che va dal grottesco all’intrigo internazionale. Il Fmi fa i conti, e aprendo la pagina del libro nero alla lettera “G” di Grecia informa che la Grecia avrà bisogno di 50 miliardi entro il 2018 per provvedere al suo fabbisogno. Le sue finanze si sono ulteriormente deteriorate perché Atene è stata “troppo lenta” nel varare le riforme economiche necessarie (lo sostiene l’organizzazione di Washington), e non risparmia critiche al governo Tsipras.

Il rapporto è un “parlare a nuora perché suocera intenda”; l’Italia che fa tanto la spavalda ha fatto meno della metà dei compiti della Grecia però ha un governo “non di sinistra”, mentre Syriza è “antipatico” a Washington a prescindere.

Nel rapporto si rileva anche che lo scorso anno si prevedeva un calo del debito greco al 128% del prodotto interno lordo. Ora il debito è tornato a viaggiare verso il 150% entro il 2020. È la dinamica dell’indebitato che pensa di coprire i debiti facendo altri debiti, l’inventore della carta revolving conosce questa dinamica e si frega le mani!

La conclusione del rapporto “E’ urgente uscire dalla situazione attuale”, lo pensano anche i greci, se solo sapessero con chiarezza cosa devono decidere. Intanto il moribondo è esangue sull’asfalto ma il battito c’è.

autore / Luca Lippi
Luca Lippi
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