Ddl Cirinnà, Battaglia (Sel): “Non lasciamo solo Scalfarotto! Non escludo una mobilitazione nazionale"

03 luglio 2015, Marco Guerra
Ddl Cirinnà, Battaglia (Sel): “Non lasciamo solo Scalfarotto! Non escludo una mobilitazione nazionale'
“Non lasciamo solo Scalfarotto!”. Suonano come un appello le parole rilasciate ad intelligoNews dalla consigliera di Sel al comune di Roma e attivista Lgbt, Imma Battaglia, in merito al procedere a singhiozzi della legge sulle unioni civili.

Vuole esprimere solidarietà a Scalfarotto che è in sciopero della fame per l’approvazione del ddl Cirinnà?

«Assolutamente. Esprimo tutta la mia solidarietà, capisco la situazione in cui vive Ivan, la stessa in cui mi sono trovata io in Campidoglio quando il registro per le unioni civili è stato bloccato finché era presidente d’Aula Mirco Coratti che usava questo tema come arma di ricatto politica. La situazione nazionale è ancora più complessa, perché se in commissione arrivano 2000 emendamenti significa che non c’è volontà di andare avanti su questi temi».

Insomma gli attivisti Lgbt avvertono un impasse sulla Cirinnà?

«Vediamo un po’ cosa accade, poi se non si smuove nulla tutti i movimenti si devono attivare, Scalfarotto non può essere lasciato solo».

Sta parlando di una mobilitazione nazionale?

«Assolutamente non è da escludere, è molto complessa la questione Cirinnà, non per il decreto in sé ma per l’indurimento della battaglia dell’integralismo cattolico«.

Quindi piazza San Giovanni ha avuto qualche effetto?

«Ma, non lo so. Sarebbe come dire se è nato prima l’uovo o la gallina. Sono due aspetti della stessa medaglia. E’ chiaro che una parte più integralista del mondo cattolico si è mossa quando ha visto la determinazione di Renzi di portare avanti le unioni civili, i segnali dall’Irlanda e la posizioni dell’Ue. Se non è stata la piazza a creare questo irrigidimento nel percorso della Cirinnà, allora è stata la componente cattolica dello schieramento che sostiene il governo che al senato ha una maggioranza risicatissima«.

Insomma un quadro politico complesso…

«Tutti noi dobbiamo prendere atto di una scena politica non banale, che tuttavia resta in contro tendenza rispetto a quello che pensa il Paese, sono convinta che se ci fosse un referendum come in Irlanda vinceremmo noi, ma in Italia purtroppo non possono tenersi quesiti referendari propositivi«.

La piazza denuncia anche la colonizzazione ideologica del gender nelle scuole, non crede che sia sbagliato parlare di alcuni argomenti ai bambini di quattro anni?

«Quello di cui parlano è inesistente; non potendo più attaccare la relazione omosessuale ora puntano al gender, sono fuori dalla società che ormai ha acquisito e riconosce l’affettività omosessuale e devono inventare castronerie per infondere la paure. Il loro leit-motiv è  fare guerra omosessuali, ho letto alcuni volantini che dicono cose che solo nelle menti di qualche malato possono esistere«.

Ma le linee guida dell’Oms che consigliano di parlare della masturbazione ai bambini di cinque anni non sono un’invenzione…

«Linee guida Oms non le ho lette mai da nessuna parte, conosco solo linee guida delle loro teste. Io parlando con tante altre persone gay non ne ho mai conosciuta solo una che si sognerebbe di parlare di masturbazione a un bambino di cinque anni. Io ci vado nelle scuole a parlare, ma non di sessualità. Noi cerchiamo di far capire agli studenti quali sono le discriminazioni e i disagi che vivono le persone e omosessuali. Di fronte all’evoluzione della coppia omosessuale bisogna aiutare la parte scolastica ad accoglie e ad apprendere questi cambiamenti della società«.
autore / Marco Guerra
Marco Guerra
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