Grecia, Borghezio (LN): "Con il sì l'Europa farà ricorso. Noi pronti con gli aiuti..."

03 luglio 2015, Andrea Barcariol
Grecia, Borghezio (LN): 'Con il sì l'Europa farà ricorso. Noi pronti con gli aiuti...'
Intervistato da IntelligoNews, Mario Borghezio, europarlamentare della Lega Nord, spiega i motivi del sostegno forte al no nel referendum di domenica in Grecia e annuncia iniziative di solidarietà in favore del popolo.

Tsipras ha detto: “Accordo dopo 48 ore dal referendum”. Come giudica la sua strategia?

«Non avendo un movimento affine in quel Paese ci mancano informazioni basilari per poter capire la sua strategia. Non c'è discussione sulla bontà della richiesta di un referendum, perché è sempre bene dare la parola al popolo, mentre l'Europa è abituata a imporre le sue decisioni, soprattutto di carattere economico-finanziario. Molti amici bene informati sulla situazione greca mi dicono che l'errore fondamentale di Tsipras sia stato non chiedere il referendum già a febbraio, con una presa di posizione decisa ai diktat dell'Ue e sull'onda del successo elettorale. Hanno perso tempo e forse l'occasione di dare una batosta all'Ue. C'è una solidarietà di fondo da parte nostra, io sto lavorando per costruire un rapporto anche con la Chiesa Ortodossa per far arrivare degli aiuti a questo popolo che oggi soffre e fa fatica a sopravvivere».

Il Consiglio d’Europa ha espresso forti perplessità sulla validità del referendum. Da europarlamentare pensa sia concreto il rischio del ricorso?

«E' molto probabile, sappiamo benissimo che queste istituzioni parlano d'Europa e democrazia ma in realtà prendono ordini dai super poteri bancari e finanziari che stanno dietro ai governi. Può succedere di tutto, dobbiamo incrociare le dita e sperare che il popolo greco non si fa faccia impapocchiare dalla propaganda, dal terrorismo psicologico e dai partiti tradizionalmente asserviti ai poteri forti».

A chi fa più paura il risultato del referendum?

«Sicuramente ai nemici dei popoli, indipendentemente dalla simpatia per un movimento fortemente caratterizzato a sinistra, quando è in gioco l'interesse dei popoli la Lega sta da una parte sola».

Ci sono rischi anche per l'Italia?

«Questo è sicuramente da considerare. Io vedo anche la parte positiva, ovvero una sconfessione legata al voto popolare di una politica basata esclusivamente sull'austerity e sui favori alle banche a discapito dei cittadini. Una scelta di questo tipo non potrebbe non avere conseguenze positive sul futuro dell'Europa».

Obama ha chiamato tutti i leader dell’Ue per premere su un accordo. Come interpreta questo grande interesse del presidente degli Stati Uniti?


«Evidentemente ci sono interessi politici ed economici dietro al falso populismo di Obama. Si conferma questa visione un po' padronale del rapporto tra America ed Europa. La dirigenza degli Stati Uniti non fa certamente il tifo per l'Europa dei popoli».
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