Caso Fatima, Meluzzi: "Colpa del vuoto lasciato anche dalla civiltà cristiana. Ecco cosa succede"

03 luglio 2015, Lucia Bigozzi
Caso Fatima, Meluzzi: 'Colpa del vuoto lasciato anche dalla civiltà cristiana. Ecco cosa succede'
“L’adesione a sub-culture violente viene da una fragilità che affonda le radici nel vuoto esistenziale e nella mancanza di processi educativi, motivazionali, affettivi”. Netta l’analisi di Alessandro Meluzzi, psichiatra, che nella conversazione con Intelligonews ‘scava’ dentro Maria Giulia Sergio, la ragazza-combattente che ha aderito all’Is e fatto convertire tutta la sua famiglia al jihadismo. 

Qual è il processo mentale che scatta in una ragazza occidentale come Maria Chiara Sergio oggi Fatima, portandola ad aderire all’Is?

«In generale, il processo mentale di adesione a subculture violente, totalizzanti, totalitarie quali quelle integraliste e nel caso specifico quella dell’Is, affonda le radici nelle fragilità di soggetti che vanno alla ricerca di ciò che non hanno avuto nel loro percorso di crescita, ovvero processi educativi, motivazionali, affettivi. Il vero rischio è costruire un falso sé attraverso l’adesione a uno schema rigido mediante il quale vengono assunti stili di vita o comportamentali che vanno dall’abbigliamento ai costumi sessuali alla privazione di ogni libertà; libertà da una vertigine. Avere un bel manuale dove sta scritto tutto quello che sei, devi essere, la tua identità, per strutture psico-fragili può rappresentare una rassicurazione. Credo che in Fatima sia scattato questo tipo di processo mentale, tipico del metodo di reclutamento da parte si sub-culture rigide, ideologiche, come quella dei tagliagole dell’Is. In quella declinazione questi soggetti possono trovare una risposta definitiva a qualsiasi domanda»

Ma come è possibile convincere tutta la propria famiglia a seguire lo stesso percorso, a fare la stessa scelta?

«Intanto il legame con la persona matrimoniale ha queste caratteristiche, nel senso che il marito aveva già aderito a questo tipo di ideologia. E spesso i genitori con un basso livello culturale sociale si accodano alla scelta. Della serie: il mondo qui è brutto, non abbiamo lavoro, quel mondo là è migliore. Anche in questo caso c’è una costruzione falsa della verità»

Esiste nella società di oggi un bisogno di assoluto?

«Il bisogno di assoluto esiste da sempre nel cuore dell’uomo e a questo bisogno davano risposte le grandi religioni. Poi la crisi del mondo occidentale ha lasciato spazio all’avanzata delle ideologie totalizzanti, totalitarie. Quando un uomo non crede più in Dio non è che non crede più; è portato a credere a qualsiasi cosa. Il vuoto lasciato anche dalla civiltà cristiana, può essere colmato dalle ideologie di un Islam radicale»

Amare Dio come può significare l’annientamento della propria vita e di quella degli altri? 

«Quella è una follia perché rappresenta la costruzione di una rappresentazione delle cose di tipo primordiale, violento, arcaico che risponde da un lato al bisogno dei paranoici che non a caso vengono reclutati e dall’altro al bisogno degli psicolabili che possono tendere ad accodarsi ai paranoici perché danno loro una risposta al vuoto esistenziale»

autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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