Referendum Grecia, ecco cosa scrive la stampa tedesca

03 luglio 2015, intelligo
Referendum Grecia, ecco cosa scrive la stampa tedesca
di Anna Paratore 

La maggior parte dei media greci è schierata per il sì al prossimo referendum che dovrebbe far decidere al popolo l’atteggiamento da tenere nei confronti di un’Europa che certo non privilegia le persone rispetto alla finanza. Ma come la pensano i quotidiani della nazione più forte della UE, quella che si dimostra fin troppo intransigente, la Germania della signora Merkel?

L’orientamento dei media tedeschi è ovviamente quello che ci si doveva aspettare. BIld-Zeitung, il quotidiano più letto, tendenzialmente di centro-destra e con circa 2.3 milioni di lettori al giorno, presenta una Grecia sull’orlo della guerra civile, dove la gente si azzuffa per strada, meglio se davanti a un bancomat chiuso e a una telecamera accesa.  Non manca l’intervista all’ex primo ministro Nikos Sifounakis - i membri del precedente governo sembrano essere un’inesauribile fonte di dichiarazioni - socialista del Pasok, che dice: “Temo per il mio paese. Siamo davanti a una guerra civile. Il fanatismo politico sta prendendo il sopravvento. Si tratta di un dramma, soprattutto per i nostri giovani”.  E giusto per essere chiari, si fa fotografare anche lui davanti a un bancomat impegnato a non poter ritirare nulla. Come dire, la campagna elettorale non si ferma mai, soprattutto nei momenti di tensione.
  
Il Frankfurter Allgemeine esordisce con una foto a 8 colonne di Varoufakis che è un vero capolavoro, e che vi riproponiamo.
Referendum Grecia, ecco cosa scrive la stampa tedesca
Poi racconta che il ministro greco ha minacciato di dimettersi se dovessero vincere i sì, stesso annuncio già dato da Tsipras in persona, che però non ci appare una minaccia quanto un decente atteggiamento politico poco conosciuto in Italia: prendere in considerazione di andarsene a casa quando il popolo dimostra di non gradire. 

In un articolo si racconta come Tsipras stesso sia sempre più isolato tra la sua gente e come gli ultimi sondaggi evidenzino una probabile vittoria dei sì. C’è poi un’altra notizia che, anche se riportata con poca evidenza, appare forse come la più interessante. Secondo il Frankfurter Allgemeine nelle ultime ore la Cina avrebbe modificato il suo atteggiamento precedente e ora tiferebbe contro il Grexit. Una rottura del “fronte alternativo” o solo una speranza presentata come acclarata realtà? 

Il Suddeutsche Zaitung, quotidiano vicino al centrosinistra,  in prima pagina mostra invece la foto della Lagarde, l’algida regina del Fondo Monetario Internazionale. Anche qui la possibilità che i greci si ostinino a non pagare rate di debito maturate, viene vista con grande preoccupazione. C’è poi uno speciale sempre su Varoufakis dove viene riportata una frase pronunciata dal ministro che recita più o meno così: “Preferirei tagliarmi il braccio destro piuttosto che firmare un accordo con i creditori senza che prima venga effettuata una completa ristrutturazione del debito”. Sarà che in tempo di Isis vanno di moda le immagini cruente? 

Sul Suddeutsche appare anche un sondaggio tra sostenitori del no, e adepti del sì in controtendenza con quelli degli altri quotidiani. Il foglio dà i primi in vantaggio al 46% e i secondi attestati intorno al 37%, con un margine di indecisi del 17% che potrebbe però facilmente ribaltare queste proiezioni.

L’Handelsblatt, quotidiano economico a diffusione nazionale, la butta invece sul patetico, presentando quella che dovrebbe essere la lettera di un cittadino greco, che però guarda caso chiede di rimanere anonimo per evitare pericolose ripercussioni, e che si dichiara preoccupatissimo e nettamente contrario al governo in carica. Il misterioso ‘disgraziato’ esordisce così: “Sono veramente disperato e niente più. Ieri notte ho mandato un sms a molti miei amici per sensibilizzarli e chiedere loro di partecipare a tutte le manifestazioni pro-europee possibili. Ho tanta voglia di combattere questa situazione, ma non ho la forza di andare contro la follia… Come democratico, europeo, padre e marito, come uomo, non auguro a nessuno di subire una situazione simile sperimentando quello che sta accadendo in questo paese. Mi sembra un incubo. Ma è realtà”. Alla faccia della propaganda pro signora Merkel! E poi dicono che siamo noi italiani ad avere una vena oltremodo tragica in ogni circostanza.

Il Die Tageszeitung, quotidiano di Berlino schierato a sinistra, sulla questione greca si mantiene sul vago, e preferisce presentare un articolo solo sulla ormai famosa raccolta di crowdfunding lanciata dal britannico Thom Feeney descrivendola come un’operazione a mezzo tra una divertente utopia e le nuove possibilità dell’economia condivisa.  Tutto sommato, deludente.  

Il Deutsche National-Zeitung, giornale di estrema destra considerato anche xenofobo, taglia la testa al toro ignorando completamente i problemi della Grecia e concentrandosi solo sull’immigrazione.  All’opposto c’è il movimento Alternative fur Deutschland che, pur riempiendo le città di manifesti euroscettici, non sembra avere un quotidiano di riferimento che veicoli l’idea di una Germania “paese vietato ai poveri”, e che dovrebbe mollare l’Europa.  

Gli euroscettici lo vanno ripetendo però appena possibile se invitati a simposi, incontri o dibattiti televisivi e la loro parola d’ordine è una sola: nessun aiuto alla Grecia mai più. Alla faccia della Merkel se credeva di essere il volto duro della sua nazione.

 

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