Grecia, Di Stefano (Sovranità): “Serve atto di eroismo. Ma Tsipras mira a perdere”

03 luglio 2015, Andrea Barcariol
Grecia, Di Stefano (Sovranità): “Serve atto di eroismo. Ma Tsipras mira a perdere”
Simone di Stefano, presidente di Sovranità, intervistato da IntelligoNews, è fortemente critico con l’atteggiamento di Alexis Tsipras e pronostica una vittoria del sì nel referendum di domenica prossima.

Come giudica la strategia di Tsipras e Varoufakis?

«E’ un teatrino, anche l’idea del referendum. L’Europa chiedeva o le riforme o un cambio di governo per la Grecia, Tsipras ha detto che fa il referendum e se perde si dimette, poi ha chiuso le banche per una settimana gettando tutti nel panico e creando le file agli sportelli. Non vorrei che fosse una corsa a perdere semplicemente perché lui non è più in grado di gestire la situazione. Adesso la Grecia ha una sola soluzione: tornare alla dracma ed entrare in orbita russa, è una scelta che richiede attributi ma lui aveva il mandato popolare per farla subito. Ora chiedono ai greci stressati, tartassati, impauriti, quindi arriverà una vittoria del sì, accetteranno di farsi ammazzare, Tsipras si dimetterà e finirà tutto in una bolla di sapone. Votare no con il terrorismo che stanno facendo su tutti i giornali e le tv d’Europa richiede un grandissimo coraggio, un atto eroico. Io voterei no e sarei contentissimo se vincesse ma in queste condizioni la vedo veramente difficile e questo lo sa Tsipras, lo sa Varoufakis e lo sa l’Ue. Mi sembra tutto architettato per dare un mandato popolare all’Ue per tartassare la Grecia».

Le immagini della gente in fila al bancomat avrà conseguenze anche sull’opinione degli italiani riguardo all’uscita dall’euro?

«E’ stato uno strumento di propaganda fortissimo per chi è a favore dell’euro e sostiene che dobbiamo subire di tutto perché altrimenti c’è il caos. Fare il referendum, chiudere le trattative e le banche significa generare panico e fare propaganda per chi dice che fuori dall’euro c’è la morte civile, ma non è così. Quelle scene sono state create ad arte. L’abisso c’è nell’euro fuori c’è la salvezza»
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A chi fa più paura il risultato del referendum?


«All’Europa, a Tsipras e Varoufakis che hanno già detto che se vincerà il no, dopo 48 ore troveranno un accordo. Se vincerà il no sarà un segnale chiaro del popolo che non vuole stare più nell’euro. Il no spaventa tutto il mondo, tranne quelle forze politiche, come noi, che vogliono l’uscita dell’euro».


Il no spaventa molto anche Obama.


«Uscire dall’euro per la Grecia significa entrare in orbita russa e collegarsi all’economia russa e questo è inaccettabile per Obama che spinge per un accordo a ogni costo, anche per continuare la cosiddetta politica di “salvataggio”. Il problema è che la Merkel e tutti gli altri non sanno più come giustificare al loro popolo un ulteriore prestito di 60 miliardi di euro alla Grecia. Siamo veramente arrivati a una situazione di stallo completo, in cui nessuno può fare niente e Obama cerca di interferire dicendo che dobbiamo prestare altri soldi alla Grecia. Io sono a favore del no nel referendum ma sono anche contrario a prestargli ulteriori soldi».







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