Un capolavoro e tanti flop: se ne va Michael Cimino, regista incompreso

03 luglio 2016 ore 14:53, Adriano Scianca
L'alfa e l'omega della carriera di Michael Cimino, il regista morto a 77 anni, è situato tra il 1978 e il 1980. Nel primo anno esce Il Cacciatore, il suo film giustamente più famoso: nove nomination, cinque Oscar, una fama mondiale di cineasta geniale e profondo. Due anni dopo esce invece I cancelli del cielo, flop miliardario, uno dei più colossali insuccessi della storia del cinema, tanto che la casa di produzione andò fallita. Cimino non si riprese più da quel colpo, tanto più che la battuta d'arresto non aveva mitigato le sue ambizioni artistiche estreme. 

Un capolavoro e tanti flop: se ne va Michael Cimino, regista incompreso
Era nato a New York il 3 febbraio del 1939, da genitori figli di emigrati italiani, di Soriano nel Cimino, in provincia di Viterbo, da cui il cognome. Laureato in discipline artistiche a Yale, all'inizio degli anni '70 aveva iniziato a farsi notare come sceneggiatore, entrando nelle grazie di Clint Eastwood. L'esordio alla regia è in Una calibro 20 per lo specialista. Le buone recensioni lo spingono a tentare un percorso più autoriale. Nasce così l'idea de Il Cacciatore, film sul Vietnam, ma più in generale sull'uomo, sull'amicizia, sulla malinconia, sulla guerra, sulla lealtà. Il cast è stellare, anche se all'epoca molti dei big presenti erano alle prime armi: Robert De Niro, Meryl Streep, Christopher Walken, John Savage e John Cazale, che aveva un tumore ai polmoni e morirà prima della fine del film. 

Poi arriva I cancelli del cielo, western incompreso e manieristico, girato fra manie di grandezza crescenti del cineasta. Il film costa 44 milioni e ne incassa 3, la United Artists, che lo distribuisce, fallisce. Dopo arriveranno pellicole senza troppe pretese: L'anno del dragone, con Mickey Rourke, Il siciliano, con Christophe Lambert, e poco altro. Il regista assume atteggiamenti sempre più strani. Tra le tante stramberie, la graduale trasformazione dei lineamenti verso sembianze sempre più femminili. 
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