Renzi pronto alla battaglia sul referendum: "Voglio 10mila comitati". La risposta del M5S

03 maggio 2016 ore 7:58, Andrea Barcariol
L'esame si avvicina e Renzi vuole arrivare preparato. Il referendum costituzionale di metà ottobre è diventato un vero e proprio momento di svolta per il Premier che, in caso di esito negativo, ha più volte annunciato che "andrebbe a casa". Una partita dunque decisiva che il Presidente del Consiglio non ha nessuna intenzione di perdere. "Ci sarà una divisione forte tra l'Italia che dice sì e l'Italia che sa solo dire no. E' un grande bivio - ha spiegato Renzi a Firenze, lanciando al teatro Niccolini, recentemente restaurato, la campagna per il referendum  - C'è un'Italia che dice sì che è più forte, scoviamola casa per casa e andiamo a vincere il referendum. Devo chiedervi una mano perché c'è una partita che da solo posso vincere ma non basterebbe. Ho bisogno di voi per vincere la partita più grande, non tanto quella del referendum ma quella per cui c'è un'Italia che dice sì. Ho bisogno di 10mila comitati in tutta Italia". Nei dettagli: "Il 15 maggio pubblicheremo il modo con cui fare questi comitati, ci saranno mesi e mesi di iniziative in tutta Italia, andremo casa per casa a discutere della riforma", ha spiegato il premier. "I comitati saranno da 10 fino a 50 persone, delle strutture che ricordano i comitati per le primarie - ha proseguito -. Chiedo a ciascuno, sul lavoro, a scuola, alle università, tra gli amici, fuori dai partiti e anche dentro partiti di unire 5-6-10-15 persone, studiare la riforma e poi mettere tutti di fronte a un bivio tra l'Italia che dice sì al futuro e l'Italia che no e solo no". Renzi ha sottolineato: "Questa partita la fate voi, io la posso vincere in tv, nei convegni, girerò come un globetrotter. Ma non siamo noi a vincere questa sfida, è cruciale che ciascuno si prenda un pezzettino di questa sfida".

Renzi pronto alla battaglia sul referendum: 'Voglio 10mila comitati'. La risposta del M5S
Renzi ha rivendicato i risultati del Jobs Act: "Il lavoro di questi due anni ha prodotto un cambiamento radicale ma la sfida più grande inizia adesso. Se partono investimenti l'Italia riparte. Cose che si sanno, ma le ridico per dire che tutto quello fatto è enorme, ma non basta: la vera sfida inizia adesso. Ora ci criticano quelli che due anni fa hanno firmato il fiscal compact. Grazie a Job act 398 mila persone in più che lavorano. Non basta. Ieri quasi 400 mila persone hanno potuto festeggiare la giornata del lavoro». Ironica anche la replica verso la ricorrente accusa di aiutare le banche: "Io al massimo potrei fare la lobby degli scout... Ma anche sul tema delle banche abbiamo eliminato il meccanismo atroce e assurdo delle banche popolare, garanzie alle banche di credito cooperativo e salvato i correntisti di quelle banche che rischiavano di perdere le obbligazioni, per le quali si è provveduto a trovare soluzione".
Per l'opposizione il rischio è che il referendum si trasformi in un plebiscito per Matteo Renzi. Per questo il M5S sta pensando di “spacchettare il referendum”. Il Movimento 5 Stelle infatti ha deciso di presentare, oltre alla richiesta di referendum sull’intera riforma costituzionale, anche quella su tre tematiche chiave e ben precise. Quindi ad ottobre sulla scheda, se la Cassazione li accoglierà, ci saranno altri tre quesiti. Un espediente per  per riuscire a ottenere la cancellazione di almeno di una parte della riforma.
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