Egitto nel caos, giornalisti in rivolta dopo gli arresti. Il report sulla libertà di stampa

03 maggio 2016 ore 9:04, Andrea Barcariol
Una situazione sempre più esplosiva in Egitto. Dopo le violente repressioni e gli arresti, il sindacato dei giornalisti ha convocato una sessione d'urgenza dell'assemblea generale che continuerà a oltranza fino alla rimozione del ministro dell'Interno, Magdy Abdel Ghafar. E' quanto si apprende dal quotidiano filo-governativo egiziano "al Ahram". La decisione segue il blitz avvenuto ieri notte, quando circa 50 agenti di polizia in borghese hanno fatto irruzione nell'edificio del sindacato, situato nel centro del Cairo a qualche centinaio di metri da Piazza Tahrir, epicentro della "rivoluzione" che nel 2011 portò alla deposizione del presidente Hosni Mubarak. Alcuni testimoni hanno raccontato che gli agenti hanno fatto irruzione, ferendo un guardiano: una violazione dello statuto del sindacato, che proibisce alla polizia l’ingresso senza che siano presenti rappresentanti della stampa. Due giornalisti, Amr Badr e Mahmudal Saqqa, sono stati arrestati su ordine della procura perché sospettati di "incitamento alla violazione della legge sulle manifestazioni". L'assemblea generale del sindacato dei giornalisti è presieduta dal presidente Yehia Qalash e dai membri del consiglio Karem Mahmud, Mahmud Kamele Hanan Fikry. Qalash ha invitato i direttori di tutti i quotidiani nazionali, i giornalisti, gli scrittori, gli ex capi del sindacato ad un incontro urgente, che dovrebbe tenersi mercoledì 4 maggio, per studiare le mosse per rispondere al blitz della polizia.

Egitto nel caos, giornalisti in rivolta dopo gli arresti. Il report sulla libertà di stampa
«I giornalisti non sono terroristi», questo lo slogan della protesta  «senza limiti di tempo». Il 15 aprile davanti al sindacato della stampa si sono riuniti duemila manifestanti che hanno criticato il presidente Al Sisi per aver ceduto di due isole all’Arabia Saudita. Una seconda protesta prevista per il 25 aprile è stata contenuta con centinaia di arresti già a partire da quattro giorni prima. Le proteste non autorizzate sono vietate in Egitto.
Secondo il report del 2015
di Freedom House l’Egitto è ufficialmente un Paese «non libero», in particolar modo per quanto riguarda le libertà di stampa e di parola. Nell’indice relativo alla libertà di stampa di Reporters without borders, il Cairo risulta al 158° posto su 180 Paesi esaminati, la più bassa posizione tra gli Stati nordafricani e una delle più basse considerando il Medio Oriente tutto.



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