Per Al Bano uno "sfregio spirituale" l'incendio nella sua casa natale. Perdona e vuole capire

03 maggio 2016 ore 10:29, Lucia Bigozzi
Quel gesto è stato per lui come una pugnalata allo stomaco. Qualcuno ha voluto deliberatamente appiccare il fuoco al portone della casa dove è nato e dove custodisce i suoi ricordi più cari. Al Bano Carrisi parla delle fiamme che hanno distrutto l’ingresso della sua abitazione nel centro di Cellino San Marco. La casa non era abitata in quanto l’artista vive nella sua tenuta poco distante dall’abitato ma lì ha tutto il suo passato di ragazzo e di figlio. 

Per Al Bano uno 'sfregio spirituale' l'incendio nella sua casa natale. Perdona e vuole capire
In una dichiarazione all’Ansa ha manifestato tutta la sua amarezza nei confronti dell’accaduto e di chi ha appiccato l’incendio gettando liquido infiammabile sopra alcuni cartoni posizionati a ridosso del portone dell’edificio. “Per me è uno sfregio, doloroso e morale, un bagaglio di amarezza perché a Cellino
ho investito tutti i proventi del mio lavoro e da anni offro lavoro a tanta gente. Quella è la mia casa natale, la casa che mio padre mi ha lasciato in eredità. Non è escluso sia un atto di follia ed è quello che spero e che voglio credere. Sono già andato via da Cellino una volta nel 1961, me ne posso andare ancora adesso nel 2016”. Quando sono divampate le fiamme, Al Bano era a Milano per alcuni impegni di lavoro e la notizia gli è stata comunicata la mattina seguente al giorno dell’accaduto. Al primo commento a caldo, segue poi un ragionamento più articolato che l’artista ha argomentato in un’intervista a Repubblica ha avuto parole di perdono per il responsabile di un gesto tanto inquietante che comunque desta preoccupazione, sia per le modalità che per la “vittima” prescelta. A Cellino San Marco infatti (ma non solo), la generosità del cantante e la sua disponibilità verso chi ha bisogno è molto nota e per questo colpisce ancora di più la violenza e la cattiveria che si celano dietro un atto del genere. Nell’intervista Al Bano commenta: “Vorrei sapere chi è stato non per punirlo, ma per capirlo. Mi piacerebbe fare come ha fatto il grande papa Giovanni Paolo con Ali Agca. 

Chiunque sia stato sappia fin da subito che può contare sul mio perdono, ma mi si aiuti a scoprire perché qualcuno ha voluto infliggermi uno sfregio spirituale di questo genere”. L’incendio nella casa di Al Bano segue di pochi giorni un altro fatto analogo che ha destato scalpore anche se in circostanze e con modalità totalmente diverse ma sempre collegato a un artista molto amato, scomparso recentemente: l’incendio nell’attico e superattico di Pino Daniele, a Roma, nel quartiere Prati, a un passo dal centro storico. 


autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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