Solar impulse 2 dalle hawaii alla California il monoposto “green” conquista l’America

03 maggio 2016 ore 12:31, intelligo
di Luciana Palmacci

La scienza ci riprova con i veicoli a energia solare e specificatamente con i velivoli, la sfida è stata lanciata da Solar Impulse che tenta di effettuare il giro del Mondo senza impiegare un solo grammo di combustibile fossile. Un velivolo ultraleggero quadrimotore ad ala alta, giunto alla seconda fase di realizzazione in Svizzera, presso il Politecnico Federale di Losanna. Il velivolo Solar Impulse è caratterizzato dalla possibilità di librarsi senza combustibile in quanto alimentato ad energia solare. Lo scopo finale del progetto è quello di dimostrare la possibilità di circumnavigare il globo terracqueo in 20-25 giorni.

Solar impulse 2 dalle hawaii alla California il monoposto “green” conquista l’America

Il precursore di Solaris Impulse era denominato ufficialmente HB-SIA, un monoposto capace di decollare con i propri mezzi e progettato per sostenersi in volo con i propri mezzi per una durata fino a 36 ore. A seguire è stato realizzato HB-SIB, noto come Solar Impulse 2, un po' più grande del primo. Sulla base dell'esperienza fatta con il suo predecessore, HB-SIB dovrebbe essere in grado di circumnavigare il globo in 20–25 giorni. Tra il 7 e l'8 luglio 2010, il velivolo si è mostrato in grado di volare per 24 ore, mantenendosi in volo durante la notte grazie alla carica accumulata durante il giorno. Il 13 maggio 2011 è stato protagonista di un viaggio durato 13 ore da Payerne a Bruxelles.
Concepito e realizzato dai ricercatori facenti capo al Politecnico di Losanna, Solar Impulse 2 mira infatti a sopperire a quel gap di progettazione che ne rese necessario l’arresto nei pressi delle isole Hawaii il 3 luglio scorso a causa di un malfunzionamento delle batterie e della logica impossibilità di proseguire nel lungo percorso di navigazione aerea introno alla Terra.

Il giro del mondo previsto in tredici tappe, ha visto concludersi positivamente la decima. Il velivolo monoposto, partito ieri da Mountain View (California), è atterrato stamani all'aeroporto di Phoenix (Arizona), dopo 15 ore e 52 minuti di volo e 1.199 km percorsi a una velocità media di 70 km all'ora. In cabina André Borschberg, uno dei due piloti che insieme a Bertrand Piccard sta portando avanti l'impresa. Il giro intorno al globo, volto a lanciare il messaggio che un futuro alimentato con energie rinnovabili è possibile, era iniziato appunto nel marzo 2015 da Abu Dhabi, negli Emirati Arabi Uniti, e nelle intenzioni degli organizzatori si sarebbe dovuto concludere entro l'estate scorsa. Un grave danno alle batterie aveva però bloccato il velivolo alle Hawaii in luglio, e costretto i piloti ad aspettare la nuova belle stagione. L'impresa è ripartita una decina di giorni fa, con il volo dalla Hawaii alla California. Tappa finale sarà il ritorno ad Abu Dhabi. 
L’obiettivo successivo sarà raggiungere New York il prima possibile, con i due piloti che si alterneranno sul velivolo e poi il Si2 proseguirà il suo viaggio sorvolando l'Atlantico prima di raggiungere l'Europa o il Nord Africa e Abu Dhabi, dove l'avventura è cominciata nel marzo 2015.

Dotato di un’ampiezza alare pari a 72 metri, a fronte di un esiguo peso complessivo di 2.300 kg, Solar Impulse 2 risulta essere, come il suo predecessore, interamente alimentato mediante pannelli fotovoltaici in grado di incanalare l’energia proveniente dai raggi del sole e di alimentare le batterie che azionano il motore, senza serbatoi o altri elementi esterni a fungere da propulsore. 
L'aereo è stato realizzato in fibra di carbonio e risulta più grande di un Boeing 747. Non è che uno dei mirabili esempi di quanto l’energia pulita potrebbe presto muovere il mondo entro breve, andando a comprendere anche quelle abitazioni domestiche che si trovano ad oggi vincolate all’effettiva disponibilità della materia prima in questione.
Certo siamo ancora alle fasi sperimentali, ma la tecnologia procede con una velocità tale da non potere dare nulla per scontato, dopo lo sfruttamento dell’energia solare per le applicazioni domestiche e agricole, i ricercatori svizzeri si spingono sempre più in alto alla rincorsa di un primato che è assai più vicino di quanto non lo sia la curiosità di chi guarda il sole al tramonto.

autore / intelligo
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