Unioni civili, Adinolfi: "Oggi cattolici nei partiti prendono schiaffo in faccia. Noi sabato a Montecitorio"

03 maggio 2016 ore 12:22, Andrea De Angelis
Tra dieci giorni la Camera potrebbe approvare la legge sulle unioni civili. Il dibattito degli scorsi mesi volge dunque al termine, ma la battaglia non si ferma. Anzi riparte. Parola di Mario Adinolfi che, nel criticare i parlamentari cattolici, spiega nell'intervista a IntelligoNews in che quadro politico (anche europeo) si inserisce un simile provvedimento...

Nell'aprire la campagna referendaria, Matteo Renzi ha accennato anche alle unioni civili dando come data possibile quella del 12 maggio. Perché il Pd accelera proprio nel giorno in cui lancia la campagna per il sì al referendum? 
"Sicuramente Renzi ha interesse ad apparire presso i suoi interlocutori europei in un certo modo. Non dimentichiamo che Renzi è leader del Pd che fa parte del Partito Socialista europeo. Attraverso le unioni omosessuali vuole accreditarsi come omogeneo a un certo potere di stampo europeistico. Il passaggio è dunque unire le riforme costituzionali a quelle che lui considera riforme civili". 

Qual è il dato politico?
"Quello di assumersi un rischio. Renzi ne è consapevole. Ma  registra anche l'annullarsi dell'opposizione di matrice cattolica, che si è sostanzialmente liquefatta perché al Senato la maggioranza dei parlamentari che hanno votato per le unioni civili sono parlamentari cattolici. E in questi giorni che io vivo come giorni drammatici non ascolto nessuna voce di matrice cattolica fare quella che dovrebbe essere la battaglia della vita". 

Dopo il referendum sulle trivelle buona parte della sinistra si è detta pronta a votare contro il referendum costituzionale. Le unioni civili possono essere un modo per riprendere quella parte dell'elettorato?
"Sì, è una moneta pagata anche a sinistra. Ma il consenso è trasversale: c'è un'area di Forza Italia che sta preparandosi a votare a favore delle unioni civili. A renderle possibili è una marea, qualche centinaio tra Camera e Senato di parlamentari che sono stati eletti con il centrodestra. Quello che sta mancando in questa fase è un'opposizione seria e netta di chi invece nei mesi scorsi era stato molto più presente. Questo è sconcertante, è invece il momento di far sentire tutto il peso della mobilitazione". 

Voi cosa farete?
"Come Popolo della Famiglia il 7 maggio ci ritroveremo sotto Montecitorio, all'Hotel Nazionale per far partire da lì la nostra campagna per le amministrative perché l'obiettivo del Popolo della Famiglia in questo momento è dare addosso a questa decisione del Parlamento. Ci accorgiamo che non c'è nessun altro soggetto che in questo momento sta mobilitandosi seriamente, in termini popolari contro questo scempio che sta per essere compiuto. Non solo sul piano della legge, ma anche dal punto di vista democratico". 

Unioni civili, Adinolfi: 'Oggi cattolici nei partiti prendono schiaffo in faccia. Noi sabato a Montecitorio'
Ovvero?
"Non puoi scegliere di porre il voto di fiducia quando non ce n'è bisogno. Alla Camera non ci sono numeri ballerini". 

Ieri in una nostra intervista Concia ha detto che non ci sarà nessun problema, il testo è lo stesso del Senato e la battaglia per la stepchild si farà dal giorno dopo. Questo ci dice che i cattolici spezzettati nei vari partiti non hanno un peso, non hanno rilevanza politica? I numeri dicono questo? 
"Sì, esattamente. I cattolici che volevano fare il lievito nei vari partiti si sono ritrovati ad essere totalmente irrilevanti. Oggi i cattolici nei partiti prendono uno schiaffo in faccia. La fiducia viene posta solo per stroncare il dibattito, per evitare che ci sia una discussione vera. I numeri non mettono a rischio Renzi, solo che lui vuole chiudere subito la partita senza un vero dibattito e i cattolici non hanno alcuna rilevanza nei partiti, ma si devono accontentare di una mezza mozione che non vale nulla sull'utero in affitto. Se così non fosse allora dovrebbero allontanare i parlamentari che lo hanno fatto". 

Renzi teme il voto sul referendum? Ha parlato di campagna porta a porta, diecimila comitati in tutta Italia: per la prima volta pensa di non farcela?
"Se Renzi vince questa partita ha davanti a sé una durata e solidità del suo potere talmente forte che vale la pena giocarsi il tutto per tutto. Sarebbe sostanzialmente incondizionabile. Certamente quella di ottobre sarà una battaglia in termini democratici molto forte. Ho paura però che l'arrendevolezza che si è registrata su un caso come quello delle unioni civili, con una legge su temi di coscienza votata con doppia fiducia al Senato, la pagheremo a ottobre se non ci sarà un sussulto. Io leggo come possibile sussulto solo un'affermazione importante del Popolo della Famiglia alle amministrative che potrebbe far capire come il popolo non abbia accettato il sopruso che verrà compiuto il 12 maggio". 

Renzi va dunque all-in?
"Renzi è andato all-in da molto tempo. Il problema è che non ha avversari all'altezza. A questo tavolo, dove lui si gioca tutto, chi è disposto a giocarsi qualcosa? A me sembra che i suoi oppositori siano più attenti a salvaguardare piccole rendite di posizione e non sono all'altezza di assumersi dei rischi. Questa partita comincia il 12 maggio". 
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