Referendum, Savarese: "Caro Renzi, dal 28 maggio scendiamo in campo noi"

03 maggio 2016 ore 12:23, Andrea De Angelis
Renzi apre la campagna per il sì al referendum costituzionale e parla (anche) di unioni civili. La legge, salvo sorprese, sarà votata tra dieci alla Camera. IntelligoNews ne ha parlato con Filippo Savarese di Generazione Famiglia...

Referendum, Savarese: 'Caro Renzi, dal 28 maggio scendiamo in campo noi'
Perché il Pd accelera? Vuole dare a una certa parte dell'elettorato, magari deluso dal referendum delle trivelle, qualcosa in cambio in vista del voto di ottobre?
"Questo sicuramente sì. Ma c'è un altro motivo, anche più importante. Renzi non vuole arrivare con la discussione sulle unioni civili troppo vicino al referendum, perché sa perfettamente che il comitato referendario da temere di più è esattamente il nostro. Lui ha investito Gandolfini come suo avversario quando disse che avrebbe fatto campagna per il no al referendum. Vuole dunque chiudere la partita il prima possibile per evitare di parlare ancora di questo tema. Sa che solo il popolo del Family Day, che è un popolo trasversale, può determinarne la sconfitta". 

Se le unioni civili passano a maggio, magari fra cinque mesi qualcuno le avrà dimenticate?
"Sì, questo è l'obiettivo. Ma noi già al Circo Massimo abbiamo detto 'Renzi, ci ricorderemo'. Ricordiamo che furono votate anche da Verdini, sono frutto anche di accordi di palazzo. La gente saprà riconoscere da sé qual è il bene vero per l'Italia". 

Come vi preparate?
"Il 28 maggio in un evento a Roma lanceremo ufficialmente il nostro impegno sul territorio per il no alle riforme costituzionali". 

I numeri alla Camera dicono che la battaglia è chiusa. Lo ha detto a noi anche Concia, mentre oggi Adinolfi ci ha detto che i cattolici spezzettati nei partiti non riescono a incidere. Questo è un dato oggettivo, non si è riusciti a realizzare quello che si voleva?
"Noi non siamo riusciti ad ottenere quello che avevamo chiesto in piazza al Circo Massimo non perché i cattolici sono spezzettati nei partiti, ma perché i cattolici non sono cattolici. Questo è il punto. Un cattolico non può votare questa legge. Il Papa l'ha detto: "Una retta coscienza cristianamente formata". Si sa che questa legge è un matrimonio omosessuale. Il nostro problema non è se i cattolici sono tutti in un partito o in partiti diversi, ma se sono veramente cattolici". 

Da chi vi sentite traditi?
"Da Ncd abbiamo avuto un tradimento clamoroso. Abbiamo avuto a che fare con persone che hanno preferito difendere la poltrona piuttosto che la famiglia". 
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