Senato, Fraccaro (M5S): "Una schi-forma. Usa esercito di "venditori" perchè controllo mediatico non basterà"

03 maggio 2016 ore 12:50, Lucia Bigozzi
“E’ una schi-forma. Alla fine, Renzi perderà. I 10mila comitati? Renzi sa che nemmeno il controllo mediatico che ha imposto basta a far digerire questa riforma e ha bisogno di un esercito di ‘venditori’ porta a porta dell’ennesimo prodotto ‘farlocco’”. Riccardo Fraccaro, parlamentare 5Stelle, mette in fila concetti e argomentazioni del no pentastellato alla riforma costituzionale sulla quale il premier ci ha messo la faccia rischiando di perderla. Nella conversazione con Intelligonews lancia una “profezia” motivandone le ragioni: “Renzi perderà”.  

Ieri Renzi ha parlato di 10mila comitati: è una mossa perché sa che rischia a ottobre? I sondaggi della Ghisleri, ad esempio, danno i no al 52 per cento.

«Evidentemente Renzi è consapevole che nemmeno il controllo mediatico che sta tentando di imporre da quando è presidente del Consiglio è sufficiente per far digerire questa riforma costituzionale agli italiani che è così evidentemente una schi-forma, così anti-democratica che c’è bisogno di costruirsi un esercito di venditori porta a porta che entrino nelle case degli italiani per vendere l’ennesimo prodotto ‘farlocco’: questa è la sua strategia. Nemmeno il regime mediatico composto dalle tv pubbliche dopo la riforma Rai e dalle tv di Mediaset grazie al Patto del Nazareno saranno sufficienti per convincere gli italiani di questo ennesimo bluff: sta vendendo come innovative, riforme che sono molto simili a un nuovo ventennio».
 
Senato, Fraccaro (M5S): 'Una schi-forma. Usa esercito di 'venditori' perchè controllo mediatico non basterà'
Sull’altro fronte la campagna per il no si sta organizzando: è solo una sfida politica degli anti-Renzi a Renzi oppure c’è una contestazione alla radice l’impianto del nuovo assetto istituzionale?

«Il nostro no è un no di contenuti. Accentrare il dibattito sulla figura di Renzi o meno, è una mossa voluta da Renzi per non parlare dei contenuti. Noi vogliamo parlare di contenuti, questo ci interessa: quando si parla di Costituzione si parla del senso del nostro stare insieme, del senso della comunità Italia: chissenefrega di Renzi! Renzi è semplicemente un politico di passaggio e speriamo che il passaggio sia molto rapido. Quindi, il nostro no né un no basato su studi, ricerche, analisi, cioè tecnico, di competenza»

Cosa cambierebbe della riforma, qual è il punto assolutamente intollerabile per voi? 

«Ormai la politica non fa più quasi nulla preso singolarmente, di indecente; costruisce una serie di norme che complessivamente creano una situazione giuridica intollerabile; quindi vanno collegati tutti i puntini ed è così anche per questa riforma: ci sono tantissime cose che cambieremmo, ognuna di queste alimenta un sistema inaccettabile»

La contestazione a Renzi racconta di un clima cambiato nei suoi confronti rispetti a due anni fa. Lei è convinto che alla fine vincerà o perderà?

«Alla fine perderà. Non so quando: se lo farà dopo le riforme e il momento successivo alle prossime elezioni, vuol dire che l’Italia vivrà degli anni drammatici; se lo farà prima, l’Italia potrà veramente sperare in un futuro migliore. Renzi è contestato perché si è presentato come nuovo, come il rottamatore dei partiti e del sistema che oggi gli italiani non accettano più; in realtà si è rivelato una nuova ‘maschera’, giovane, di un sistema vecchio che lui rappresenta e incarna. Quindi, il messaggio è questo: non bisogna fidarsi dell’immagine al momento delle elezioni, ma dobbiamo vedere dietro cosa c’è. Dietro a Renzi, c’è una struttura nuova, con idee nuove, sincere e oneste oppure ci sono ancora i vecchi massoni, i vecchi lobbisti, i vecchi partiti? Ormai gli italiani hanno capito che la risposta è la seconda e per questo lo contestano»
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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