Senato, Puppato (Pd) : “Non è una partita Brasile-resto del mondo. C'è una cosa che mi preoccupa..."

03 maggio 2016 ore 13:44, Lucia Bigozzi
“Incredibile che si continui a parlare del referendum come di una contrapposizione politica tra il governo e il resto del mondo: non è una partita Brasile-resto del mondo, questa è una partita importantissima per la modernità del Paese”. Non ha dubbi Laura Puppato, senatrice dem che nel giorno del via alla campagna renziana per il sì, a Intelligonews spiega le ragioni della consultazione popolare al netto delle “sovrastrutture” di chi si oppone e fa solo l’anti-Renzi.

Ieri Renzi ha parlato di 10mila comitati: è una mossa perché sa che rischia a ottobre? I sondaggi della Ghisleri, ad esempio, danno i no al 52 per cento.

«Non credo assolutamente a questi sondaggi; la gente come invece risulta evidente da altri sondaggi sui contenuti non ne ha una conoscenza approfondita e questo fa male, fa male all’Italia, alla verità. Fa male perché non ha nessuna valutazione positiva, nel medio e lungo termine, il fatto che si continui a parlare del referendum come di una contrapposizione politica tra il governo, le politiche di Renzi e il resto del mondo: questa non è una partita Brasile-resto del mondo questa è una partita importantissima che rende finalmente possibile – questo dovremmo dire agli italiani con 10mila comitati ma penso anche con 10 milioni di persone che se ne occuperanno – la modernità del Paese e soprattutto per rendere è possibile una forma di federalismo, non solo annunciata come quelle finora praticate».  

Senato, Puppato (Pd) : “Non è una partita Brasile-resto del mondo. C'è una cosa che mi preoccupa...'
Sull’altro fronte la campagna per il no si sta organizzando: è solo una sfida politica degli anti-Renzi a Renzi oppure c’è una contestazione alla radice l’impianto del nuovo assetto istituzionale e costituzionale?

«Distinguerei. E’ incredibile la contrapposizione su Renzi, visto e considerato che il Patto del Nazareno è nato proprio su questa riforma costituzionale da portare avanti con logiche e principi che sono stati esattamente attuati nella riforma, cioè semplificazione, modernizzazione ma anche applicazione dei costi standard e un nuovo modello di Titolo V. Insomma, tanta roba e le critiche di Brunetta&Co. non hanno alcun rilievo perché prima hanno detto un sì pieno e dopo un no pieno. Quindi Brunetta&Co, pretestuosi e faziosi prima e dopo la riforma. Invece c’è una cosa che mi preoccupa di più…».

Quale? 

«Mi preoccupano di più quelle realtà come l’Anpi, come Giustizia e Libertà che hanno valutazioni critiche ma diverse nelle posizioni e negli accenti perché sono critiche relative alle modalità con cui si è proceduto alla riforma. Perché? Non essendoci stata una maggioranza di due-terzi del Parlamento, e anche qui per la defaillance di un pezzo della destra che quando abbiamo eletto Mattarella ha preferito girarci le spalle, valutano un “vulnus” sulla qualità dell’impianto complessivo. Mi piacerebbe che fossero fatti dei confronti pubblici, entrando nel merito, in modo che la gente abbia chiarezza, perché credo che nella chiarezza di ciò che si è prodotto, le persone saranno in grado di decidere senza prosciutto sugli occhi determinato da scelte politiche che altri fanno in altri luoghi»

Cosa cambierebbe della riforma oppure , qual è il punto assolutamente intollerabile per voi? 

«Il risultato complessivo mi soddisfa ed è inevitabilmente anche questo, frutto di una mediazione. Io, ad esempio, sono per un impianto federalista ancora più autonomista e federale, ma ad esempio, anche con maggiori deleghe allo Stato per le Regioni meno virtuose. Il risultato ottenuto non è affatto mediocre, ma fa fare al Paese passi da gigante in avanti rispetto al passato»

La contestazione a Renzi racconta di un clima cambiato nei suoi confronti rispetti a due anni fa. Lei è convinto che alla fine vincerà o perderà?

«Io non credo che Renzi vincerà o perderà. Lui ha voluto dare il via a una riforma fondamentale se vogliamo semplificare il Paese e renderlo più trasparente; quindi ha risposto chiaramente a una domanda che ‘proviene’ dal cento per cento della popolazione. Gli italiani adesso con questo referendum dovranno deliberare se tutto questo risponde ai requisiti ritenuti indispensabili; tutto il resto è una sovrastruttura che non produce alcun effetto positivo. Guai a noi se riteniamo che il radicalismo e l’assolutismo dei sì e dei no, senza una valutazione approfondita, possa risultare di beneficio per questo Paese»
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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