Cosa direbbe oggi Nietzsche a Berlusconi , Salvini e Meloni ( e pure a Marchini)

03 maggio 2016 ore 14:51, intelligo

di Marina Simeone

Cosa direbbe oggi Nietzsche a Berlusconi , Salvini e Meloni ( e pure a Marchini)
Se Nietzsche si trovasse a vivere in quella modernità che tanto schivava, cosa profetizzerebbe per la politica odierna e per i suoi protagonisti? Lo immagino così, immobile, sul ciglio dell’abisso, generoso elargitore di metafore esuberanti.

Si chiederebbe perché la destra è morta. E come sia stato possibile che ad ucciderla siano stati ipoteticamente i suoi stessi aderenti. Si sorprenderebbe dell’aver insegnato che “L’uomo è qualcosa che deve essere superato”  e chiederebbe :”Ma voi che avete fatto per superarlo? Tutti gli esseri hanno creato qualcosa al di sopra di sé e voi volete essere il riflusso in questa grande marea e retrocedere alla bestia piuttosto che superare l’uomo? Che cos’è per l’uomo la scimmia? Un ghigno o una vergogna dolorosa”. E ancora continuerebbe affermando: Come si consoleranno ora, gli assassini di tutti gli assassini? Quanto di più sacro e di più possente il mondo possedeva fino ad oggi, si è dissanguato sotto i nostri coltelli; chi detergerà da noi questo sangue? Con quale acqua potremmo noi lavarci? Quali riti espiatori, quali giochi sacri dovremo noi inventare? Non è troppo grande, per noi, la grandezza di questa azione?".

La destra è quindi realmente morta? Sempre più incredulo indagherebbe a questo punto le ragioni di tale assassinio: “Quali valori, cari politici, stanno muovendo la vostra azione e hanno guidato le vostre scelte fino ad oggi?  “E se in quello che avete considerato “bene” fosse insito anche un sintomo di regresso? come pure un pericolo, una seduzione, un veleno, un narcoticum, attraverso il quale ad un certo punto il presente vivesse a spese dell’avvenire?” Se è pur vero che è stato lui a scrivere che ai giovani veniva somministrata troppa storia, che non ha fatto altro che causare “personalità deboli” è pur vero che ha anche considerato il senso storico consistente nell’usare il passato per la vita e nel trasformare la storia passata in storia presente, solo così l’uomo sarebbe diventato tale. Quando l’avvenire si oscura – riprende Nietzsche – ci si può rivolgere al passato e per questo ora inviterebbe a perseguire la grandezza. “Grandezza significa: imprimere una direzione. Nessun fiume è grande e ricco di per sé, ma è il fatto di ricevere e convogliare in sé tanti affluenti a renderlo tale. Ciò vale anche per ogni grandezza dello spirito. Perché è prerogativa della grandezza è recare grande felicità con piccoli doni. E tuttavia chi accetta la grandezza accetta di essere una fase di passaggio non una meta”.

 E’ necessaria la grandezza e il coraggio di trasvalutare tutti i valori di una civiltà cadente; se aveste la calma per pensare e il tempo di pensare lo capireste. Questo nazione ha bisogno di uomini liberi, “di possessori di una durevole, incrollabile volontà.

Tuttavia nella calma della sera rassegnato, lo immagino andar via e ritornare nel suo rifugio, comprensivo delle resistenze dei suoi interlocutori: "Vengo troppo presto, non è ancora il mio tempo. Questo enorme avvenimento è ancora per strada e sta facendo il suo cammino: non è ancora arrivato fino alle orecchie degli uomini. Fulmine e tuono vogliono tempo, il lume delle costellazioni vuole tempo, le azioni vogliono tempo, anche dopo essere state compiute, perché siano vedute e ascoltate. Quest’azione è ancora sempre più lontana da loro delle più lontane costellazioni: eppure son loro che l’hanno compiuta!"

autore / intelligo
caricamento in corso...
caricamento in corso...
[Template ADV/Publy/article_bottom_right not found]