Roma, Zoggia (Pd): "Cara Raggi, non usciamo dal Pd per i tuoi desiderata. Ma Giachetti..."

03 maggio 2016 ore 15:50, Lucia Bigozzi
“La Raggi forse non ha ancora compreso che sta facendo la candidata a sindaco di Roma. Se perde tempo con gli scenari nazionali…”. “Non è che noi decidiamo di stare o uscire dal Pd a seconda dei desiderata della Raggi”. “Su Roma ho delle critiche su come è stato individuato il candidato sindaco o su come si sta conducendo un pezzo di campagna elettorale, ma sono del Pd quindi voto e faccio votare Pd”. “Se fossi romano… tra Giachetti e Fassina, voterei Partito Democratico…”. Quattro concetti che Davide Zoggia, parlamentare dem e bersaniano, argomenta nell’intervista con Intelligonews, commentando la sollecitazione della candidata sindaco 5S, Raggi, a chi è di sinistra ma continua a stare nel Pd. 

Roma, Zoggia (Pd): 'Cara Raggi, non usciamo dal Pd per i tuoi desiderata. Ma Giachetti...'
La Raggi guarda in casa sua e dice “chi è di sinistra esca dal Pd e fondi un nuovo partito”. Lei si sente chiamato in causa? Cosa le risponde?

«Dico che ognuno deve guardare in casa propria, nel senso che quello che succede nel Pd penso che per decifrarlo, interpretarlo, governarlo bisogna iscriversi al Partito Democratico, quindi capisco l’utilità che la Raggi potrebbe avere da una simile mossa, però non è che noi decidiamo di stare o uscire dal Pd a seconda dei desiderata della Raggi. Direi che ci sono delle motivazioni più profonde che ci tengono legati a questo partito»

E allora come legge questa sollecitazione della candidata sindaco 5S per Roma a chi nel Pd sta in una posizione “stretta”? In altre parole, la minoranza dem?

«La leggo col fatto che forse la Raggi non ha ancora compreso che sta facendo la candidata sindaco di Roma. E fare il candidato sindaco di Roma significa occuparsi dei gravi problemi che ha la città. Se, invece, la Raggi perde tempo su scenari nazionali, credo che perda di vista l’obiettivo principale che dovrebbe avere»

Su Roma, se si vuole guardare in filigrana, c’è una partita nella partita, ovvero la sfida Giachetti-Fassina, due ex colleghi di partito oggi candidati sindaco contrapposti. Le chiedo: è una sfida tra renziani e anti-renziani o dietro c’è qualcosa di più profondo sul piano politico e anche simbolico? 

«Ho delle critiche da muovere per come è stato individuato il candidato sindaco a Roma o su come si sta conducendo un pezzo di campagna elettorale, però io sono del Pd, voto e faccio votare Pd. Quindi, per quanto mi riguarda, il problema di uno scontro tra Fassina e Giachetti non si pone. Posso muovere delle critiche ma se votassi a Roma…».

Se fosse romano voterebbe Giachetti o Fassina? 

«Voterei Partito Democratico».

Quindi Giachetti?

«Partito Democratico».

Ho capito, ma il candidato sindaco del Pd è Giachetti. Non vuole proprio pronunciare quel nome?

«Le dico Partito Democratico…». (sorride, ndr) 
 

autore / Lucia Bigozzi
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