Ferrero (Prc): “Trattare con Putin, Renzi non sa dove è Ucraina. Jobs act? Fomenta guerra tra poveri”

03 marzo 2014 ore 11:14, Andrea Barcariol
di Andrea Barcariol “C’è una responsabilità pesante dell’Unione Europea e degli Stati Uniti che hanno sostenuto la rivolta,Paolo Ferrero il cui nucleo milante faceva parte dei partiti nazisti ucraini. Il rischio della guerra è concreto. L’Ucraina è come una cerniera, se si prova a tirarla si rompe.” E’ la via della trattativa quella da seguire per il segretario di Rifondazione Comunista Paolo Ferrero, intervistato da Intelligonews. Bocciato Renzi, sia per la posizione presa in questa vicenda “non so se sappia dove è l’Ucraina”, sia sul sussidio ai disoccupati “Viene  finanziata togliendo i soldi alla cassa integrazione. E’ una posizione di estrema destra”. Ci sono forti responsabilità dell’Unione Europa nello scontro Ucraina-Russia? «Premetto che noi contestavamo il regime in Ucraina molto prima di questa vicenda perché c’era un oligarca che faceva solo gli interessi dei ricchi. Detto ciò, c’è una responsabilità pesante dell’Unione Europea e degli Stati Uniti che hanno sostenuto la rivolta in Ucraina, il cui nucleo milante faceva parte dei partiti nazisti ucraini. In questo contesto si è scatenata una situazione di squadrismo molto pesante. Un esempio, hanno tentato di bruciare la casa del segretario del partito comunista ucraino, che era all’opposizione». Come si gestisce questa vicenda? «Invece che minacciare Putin, l’occidente dovrebbe aprire un tavolo concreto di trattative con Putin». C’è il rischio concreto della guerra? «Si è evidente. La Crimea è stata russa fino al 1954, l’idea che quella parte lì possa togliersi il diritto della lingua russa è un’idea folle». Come giudica il comportamento di Putin? «Io non sono mai stato filosovietico e ho sempre criticato Putin che non c’entra nulla con il comunismo. Però c’è la geopolitica, la storia dei popoli che bisogna tener presente. L’Ucraina è un paese storicamente diviso. Non è un caso chela Merkel sia la più prudente rispetto a inglese e francesi perché sa che quello è un punto delicatissimo e sa che può esplodere tutto. In 15 minuti viene fuori la guerra civile. L’Ucraina è come una cerniera, se si prova a tirare la cerniera si rompe, è come un ponte tra est e ovest e se si fa saltare la trattativa salta il ponte. Unione Europea e Stati Uniti hanno una grossa responsabilità per non aver detto niente su questi nazisti, questa volta Putin agisce di reazione». Renzi ha parlato di “violazioni inaccettabili”. Cosa ne pensa? «Renzi non so se sappia dove è l’Ucraina. Detta così è una sciocchezza perché il punto vero è come si trova un compromesso e il compromesso si trova trattando, non con le sanzioni. E quello con cui trattare è Putin. Non andiamo al G8 di Sochi… sono tutte solo stupidaggini che portano alla guerra. La mia posizione non è viva Putin contro gli Usa, ma bisogna trattare». Nel Jobs act  c’è il sussidio di disoccupazione anche per i lavoratori precari. Un buon punto di partenza? «Io, come è noto, sono del tutto favorevole al sussidio di disoccupazione per tutti. La cosa che considero folle è che questo invece di essere finanziato con una tassa sulle ricchezze, Renzi pensi di finanziarlo togliendo i soldi alla cassa integrazione in deroga. Quindi siamo alla guerra tra i poveri. Renzi vuol permettere alle imprese di licenziare e quindi colpire quei lavoratori lì e usare una parte di quelle risorse per la disoccupazione. Questo è fomentare la guerra tra i poveri, ed è una posizione di estrema destra. La sinistra dice prendiamo i soldi dai ricchi, la destra dice prendiamo i soldi dai cassaintegrati».
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