Vacca (M5S): "Caso Gentile? Renzi peggior vecchio. Nel MoVimento nè indagati né condannati"

03 marzo 2014 ore 12:52, Marta Moriconi
Vacca (M5S): 'Caso Gentile? Renzi peggior vecchio. Nel MoVimento nè indagati né condannati'
Il deputato pentastellato Gianluca Vacca parla del caso Gentile a IntelligoNews e lo fa collegandolo direttamente a Matteo Renzi: “Questo governo si è formato secondo le vecchie logiche di spartizione delle poltrone. Il premier è il 'peggior vecchio' che ci sia in circolazione”. Poi parla degli “intrallazzoni” che ci sono in Parlamento non senza affrontare la polemica sulle espulsioni dei senatori grillini che ha travolto il MoVimento e quella fiducia che Squinzi ripone in Matteo... Mentre dentro il Pd scoppia il caso Gentile, il M5S come giudica quello che sta accadendo? «A noi non interessa. Il governo Renzi si è formato secondo le vecchie logiche di spartizione delle poltrone, senza meritocrazia, trasparenza, moralità ed etica pubblica. Renzi è il 'peggior vecchio' che ci sia in circolazione». Ncd  intanto ha blindato Gentile facendo una distinzione tra moralità e giustizia. Che ne pensa? «Se la moralità non deve entrare nella scelta di una carica pubblica, come quella di un sottosegretario, ci spieghino allora dove dovrebbe entrare?». Quindi la trova un’assurdità… «Questi sono una manica di intrallazzoni, tutti. Se l’Italia quanto a corruzione viene dopo i Paesi africani un motivo ci sarà. Se qualcuno non è ancora condannato bisogna aspettare la sentenza, se condannato in primo grado bisogna aspettare la sentenza definitiva, se condannato in via definitiva, si veda Berlusconi, il problema è giudiziario perché la colpa è della magistratura. La verità è che loro hanno le mani in pasta ovunque e non possono difendere il principio che se una persona è indagata non possa candidarsi. Per il MoVimento invece non ci devono essere né indagati né condannati, solo così si può partecipare alle elezioni». Squinzi ha detto che si fida di Matteo Renzi. La stupisce? «E’ semplicemente la dimostrazione che Renzi è l’uomo dei poteri forti. E’ la carta su cui hanno scommesso le lobby, fa la voce grossa ma in realtà non fa che tutelare gli interessi delle caste economico-finanziarie che ci sono in Italia. Sono operazioni di facciata le sue. Renzi è il cavallo su cui ha puntato l’alta finanza, l’imprenditoria collusa con il mondo politico. Un bacio della morte, in sostanza». I sondaggi segnano una crescita per il Pd ma non per Grillo, che cala quanto a consenso. Colpa delle espulsioni che stanno creando anche diaspore sul territorio? «Nei sondaggi non crediamo, neanche quando ci danno vincenti. La nostra è una rivoluzione di lungo periodo, quindi non ha senso vedere le nostre azioni nel breve periodo, tipo il giorno dopo qualche accaduto. Dobbiamo guardare alle nostre dinamiche di gruppo e alla partecipazione con la massima attenzione. La democrazia non è semplice ma si tratta di un processo complesso. Io ho votato l’espulsione, lo so che è brutta cosa, ma necessaria. Noi stiamo proponendo un modello che non era mai stato applicato in nessuna forma politica, quello della democrazia orizzontale. E stiamo maturando questo processo. E’ un continuo confronto qui: tra di noi con le basi, tra gruppi. Una comunità è questa, cresce insieme, sbaglia insieme, fa progressi insieme». Prevede altri addii? «Non è importante questo. Io l’altro giorno ho invitato qualcuno ad andarsene, quelli che non ci condividevano, perché era il momento giusto di farlo per chi non se la sentiva più. Cacciare una persona non fa piacere, però se ci sono delle persone che vogliono far prevalere la loro idea sul gruppo è meglio che se ne vadano».
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