Renzicottero, Lombardi (5S): “Matteo il Marchese del Grillo! Scuola, Giannini ininfluente anche da renziana"

03 marzo 2015, Lucia Bigozzi
Renzicottero, Lombardi (5S): “Matteo il Marchese del Grillo! Scuola, Giannini ininfluente anche da renziana'
“Renzi si è adattato al clichè della casta: dalle nomine allo stile”. Ci va giù decisa Roberta Lombardi, parlamentare a 5Stelle sulla querelle che Grillo dal suo blog ha ribattezzato “Renzicottero”. Ma nella conversazione con Intelligonews allarga l’analisi alla “rivoluzione Boeri” sulle pensioni prima ma più leggere e sul rischio delle mancate assuzioni dei precari della scuola a settembre come promesse dal premier e dal ministro Giannini. Da “la gente sarà la mia scorta” al “Renzicottero” con la scorta come lo ha chiamato Grillo, cosa è cambiato? «E’ cambiato che dalla campagna elettorale si è passati alla realtà dei fatti. E la realtà dei fatti è che Renzi si è perfettamente adattato al solito clichè e sta perpetuando le abitudini della casta. Aveva annunciato la rivoluzione copernicana nel suo partito e ha messo in segreteria solo fedelissini e notabili per consolidare il consenso, aveva detto cambierò il modo di fare politica e invece continua ad adottare lo stile della vecchia politica pervasiva in tutti i campi: basta vedere come vengono fatte le varie nomine, non per meriti ma per appartenenza». Il rottamatore Renzi il 23 novembre 2011 twittava l’orario del treno sul quale si muoveva, poi il camper. Oggi la Rete ci scherza su paragonandolo a Berlusconi e domandando: patto del Nazareno in elicottero? «Vorrei che commentassimo l’azione di un premier non in base ai tweetter che fa ma sui fatti realmente accaduti. I fatti come quelli a sostegno delle banche, delle varie lobby compresa quella, potentissima delle slot machine». Chiederete in Parlamento il conto del “Renzicottero”? «Dovrebbe essere per primo Renzi a rendicontare il costo dei suoi viaggi che paghiamo tutti noi cittadini. Indipendentemente da quanto costa che comunque è un elemento importante, credo che sia il messaggio che viene dato all’opinione pubblica che francamente trovo insopportabile. Ed è il classico messaggio del Marchese del Grillo al quale Renzi somiglia molto…». Tuttavia c’è da considerare che si tratta del presidente del Consiglio e come tale c’è una procedura di sicurezza necessaria. Cosa risponde? «Io parto dal principio ‘male non fare, paura non avere’. Usando la stessa metafora dico che se tu non fai male ai cittadini non devi temere niente dai cittadini e quindi non si capisce perché uno si debba circondarsi di una pletora di guardie del corpo. Noi non andiamo in giro con la scorta, il vicepresidente della Camera Luigi Di Maio non ce l’ha e si muove tranquillamente in scooter, in treno o sui mezzi pubblici ed ha un ruolo istituzionale pure lui. Stesso concetto e stesso comportamento di Roberto Fico che è presidente della Commissione di Vigilanza Rai. Il punto vero è che ormai la scorta fa status. Ma lei sa quanti ex ministri, sottosegretari ancora oggi si muovono con la scorta più non essendo stati rieletti? Io quando la sera finisco Aula, in via della Missione trovo un ‘esercito’ di auto blu con tanto di scorta ad attendere il politico di turno». Ma Renzi le auto blu le ha messe in vendita on line. «Mi rifiuto di parlare del Renzi-Style. Parliamo invece di legge anticorruzione: che fine ha fatto? A Roma ogni giorno ci sono arresti alla spicciolata, tra un po’ andremo in un ufficio del Comune e troveremo il cartello “chiuso per carcere”». Insomma: volete Renzi in bicicletta come Marino? «No vogliamo Renzi a casa sua. E questo vale esattamente anche per Marino». Inps, “rivoluzione Boeri”: pensioni anticipate ma più leggere. Condivide l’impianto? «Ma qualcuno ha spiegato a Boeri che deve fare il presidente dell’Inps e non il ministro del lavoro e del welfare? Forse ha le idee un po’ confuse. Io penso che il presidente dell’Inps deve lavorare per far funzionare bene l’istituto di previdenza». Scuola, Renzi rinuncia al decreto e forse le assunzioni annunciate per settembre rischiano di slittare. Brutta sorpresa per il ministro Giannini che su questo si era molto spesa? «L’ininfluenza politica del ministro Giannini è la stessa sia quando stava in Scelta Civica che ore che sta nel Pd renziano. E’ un altro annuncio del governo cui non seguiranno i fatti. Gli insegnanti riflettano su chi tutela i loro interessi realmente e chi lo fa solo a parole. Noi la scorsa settimana abbiamo presentato la nostra proposta di riforma della scuola in sette punti: dovrebbero leggerla e vedere quello che realizzeremo noi quando saremo al governo».
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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