Polito: “Primarie Pd? Il bagno di popolo non è purificatorio. Saviano ha sbagliato e Renzi...”

03 marzo 2015, Andrea Barcariol
Antonio Polito, editorialista del Il Corriere della sera e direttore de Il Corriere del
Polito: “Primarie Pd? Il bagno di popolo non è purificatorio. Saviano ha sbagliato e Renzi...”
Mezzogiorno
, intervistato da IntelligoNews, critica la gestione del governo Renzi delle primarie del Pd in Campania e lancia una frecciata a Saviano “non è un leader politico, fare un appello a non votare è un’ingerenza”. Le primarie sono uno strumento di democrazia o il rischio di brogli è troppo alto? «Sono uno strumento di democrazia ma il bagno di popolo non può annullare ogni questione politica, il ricorso all’elettore non è un atto purificatore. Ad esempio, se in Campania si propongo candidati con evidenti difetti politici è chiaro che gli elettori debbano scegliere uno di quelli. Il caso di De Luca è evidente, se fosse eletto governatore, ai sensi delle legge Severino, dovrebbe essere sospeso per una condanna di primo grado». De Luca ha parlato di “legge demenziale”. E’ d’accordo? «Certamente c’è un difetto nella Severino che applica una sanzione rilevante per un amministratore pubblico, la sospensione di 18 mesi, a una sentenza di primo grado, non definitiva. Parrebbe toccare il principio della presunzione di innocenza ed è una norma sicuramente discutibile tanto è che è stata rimandata alla Corte Costituzionale. E’ anche vero che si tratta di una misura cautelare, non devi smettere di fare l’amministratore, vieni sospeso. Direi quindi di aspettare prima di decidere se è demenziale o no. E’ sempre demenziale per chi la subisce, non mi risulta che De Luca in precedenza abbia obiettato sulla legge Severino». Un giornalista de Il Mattino ha rivelato di aver votato 5 volte, anche con una carta d’identità scaduta da 5 anni. Di fronte a episodi del genere che credibilità hanno le primarie? «Anche un collaboratore de Il Corriere del Mezzogiorno si è ripreso con una telecamera nascosta mentre votava 4 volte. La credibilità è scarsa perché non si può fare una competizione di questo tipo quando non c’è un elenco di chi ha diritto a votare. Sarebbe necessario un registro. Anche negli Stati Uniti è così per fare le primarie devi essere registrato. Questa assenza rende poco credibile il funzionamento». Che giudizio dà delle parole di Saviano che aveva invitato a non votare alle primarie del Pd in Campania? «Saviano ha sbagliato, lui non è un leader politico, non può partecipare a una battaglia interna al Pd dando indicazioni agli elettori. Può esprimere opinioni, come fa spesso, alcune volte brillantemente altre meno, può criticare la credibilità dei candidati, come abbiamo fatto tutti, però fare un appello a non votare è un’ingerenza. In più c’è un certo fastidio dell’elettorato campano che si sente considerato l’unico non abbastanza maturo per votare in maniera pulita. Nessuno ha fatto appelli per le primarie in Liguria dove ci sono stati molti più sospetti di brogli. Perché lo si dice solo ai campani?». E’ vero però che nel 2011 c’è stato il caso delle primarie a Napoli con il voto dei cinesi e a Salerno lo scorso anno uno dei candidati ha occupato la sede del Pd per denunciare brogli. «I sospetti sono più che giusti, anche il Pd li conosceva, tanto che ha cercato disperatamente di evitare le primarie, rimandandole per 4 volte. Il fatto però è che Saviano ha espresso un giudizio forte prima ancora che si aprissero le urne. Giudizio che rischia di essere smentito dalla realtà perché ci sarà anche stato qualche broglio ma siamo lontanissimi da quanto accaduto nel 2011. Tra l’altro ha preso una posizione che non è stata ascoltata dagli elettori del Pd che sono andati a votare in massa». La candidatura di Migliore è durata 15 giorni. Non crede che Renzi stia dimostrando poco interesse per le vicende locali? «Lui se ne interessa e come, il problema è che non vuole metterci la faccia. Renzi in tutta la sua attività politica e di governo non mette mai la faccia su questioni che possono creargli imbarazzi. Su queste si tiene lontano, mentre su quelle che portano popolarità è sempre presente. Per evitare pasticci nelle primarie in Campania il Premier avrebbe dovuto intervenire in prima persona. Non parlerei quindi di disinteresse ma di una debolezza politica». Come con Cofferati in Liguria. «Più o meno come è accaduto in Liguria, in Campania però si conoscevano i rischi altrimenti non si spiegherebbe perché sia il vicesegretario del Pd Guerini sia il sottosegretario Lotti abbiano incontrato De Luca per invitarlo a non candidarsi».
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