Nasce il Popolo-partito della Famiglia, parla Mario Adinolfi: "Ecco come e perché"

03 marzo 2016 ore 10:40, Marta Moriconi
"La Croce apre con una notizia in esclusiva: la nascita de il Popolo della Famiglia": scrive Mario Adinolfi questa mattina. Una svolta politica necessaria, che lo stesso Adinolfi, che ha firmato l'appello con Gianfranco Amato, ci racconta per filo e per segno. 

Ieri l'annuncio di un Movimento. Oggi un salto in avanti?

"No, assolutamente. Nasce questo partito in accordo con molti esponenti importanti di questa mobilitazione, con una forte ragione unitaria e senza ostilità con nessuno. Non è un'operazione personale, ma di tante persone che si sono rese conto che il punto inevitabile e necessario di caduta di una mobilitazione che dura da anni è dare una rappresentanza politica. Senza questa, questo popolo che si era
Nasce il Popolo-partito della Famiglia, parla Mario Adinolfi: 'Ecco come e perché'
affidato a intermediari parlamentari diciamo così, finisce tradito. Davanti al tradimento, e davanti al fatto che giovedì sono state approvate con mozione di fiducia le unioni civili omosessuali, venerdì il Consiglio d'Europa ha chiesto immediatamente di infilare le adozioni dentro la norma, sabato e domenica l'abbiamo passato a discutere sull'utero in affitto di Vendola, lunedì è arrivata la notizia della legge sulle adozioni proposta da Serracchiani-Boschi per tutti compresi single e omosessuali, martedì sono andati in Commissione il divorzio lampo perché il divorzio breve non basta più, e oggi va in discussione in una Commissione alla Camera la legge sull'eutanasia, non dimenticando che la settimana è stata infarcita dalla sentenza del Tribunale che inventa la stepchild adoption incrociata per una coppia omosessuale, o qui si metteva un argine dicendo che c'è un popolo che vuole rispondere, o non voglio neanche pensare a cosa succederà se passeranno mesi".

Quindi era il momento giusto per lei? 

"Sì, è il momento di dire un no chiaro a chi vuole spingere l'Italia verso il baratro. E' necessario porre una questione politica che ha a che fare con il passaggio della legge delle unioni civili alla Camera. Noi confidiamo sul fatto che un soggetto neonato, con tutte le fragilità di un neonato, possa indurre a più miti consigli di chi pensa che possa passare in cavalleria quanto successo in Senato. Vogliamo segnalare che quel popolo non è un popolo virtuale, è un popolo che esprime consensi. In 69 giorni saremo costretti a fare un lavoro incredibile di raccolta candidatura e decine di migliaia di firme, sarà un lavoro improbo ma dimostreremo che costruiremo un popolo elettoralmente rilevante". 

La vecchia rappresentanza cattolica è finita. Lei sancisce con questa entrata in campo una novità assoluta?

"Sì, il popolo della famiglia è una novità assoluta che nasce dal basso completamente. Nasce da centinaia di incontri fatti da Gianfranco Amato con migliaia di persone ad ogni incontro in giro per l'Italia. Io stesso ho fatto in 20 mesi 257 tappe di un tour in giro per l'Italia costruendo una rete di amicizia con centinaia di migliaia di persone. Ci dicevano che era tutto velleitario, pure il Circo Massimo, adesso ci spiegano che è un'operazione alla Ferrara: macché, è tutta un'altra cosa. Non c'è un uomo solo al comando ma una popolazione che spinge dal basso su più temi. Credo che nel rapporto tra la vecchia rappresentanza cattolica e questa novità ci sarà tutto uno squilibrio a favore di questa novità". 

A proposito di movimentismo dal basso. Segnali? 

"Abbiamo ricevuto in due ore e mezza dall'annuncio qualcosa come 1200 email di persone comuni che si propongono di raccogliere firme, candidarsi, organizzare liste in centinaia di Comuni. E la notizia è stata data poco fa dalle pagine de La Croce. Un popolo di sconosciuti che si renderà conosciuto". 

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