6 missili dalla Corea del Nord: la vendetta di Pyongyang alle sanzioni Onu?

03 marzo 2016 ore 12:08, Luca Lippi
Sono passate solo poche ore dalle sanzioni comminate dal consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, e anche subito dopo l’approvazione da parte del parlamento di Seul della sua prima legislazione sui diritti umani in Corea del Nord. Kim Jong-un ha dato ordine, ma non sarebbe la prima volta, di sparare missili a corto raggio nel Mar del Giappone di fronte alla sua costa orientale (è quanto riferito dalle autorità sudcoreane. 
Dunque le sanzioni sono la conseguenza ai recenti test nucleari (lanci ripetuti di razzi a lunga gittata) e il lancio di missili a corto raggio verso il Mar del Giappone sarebbe la risposta stizzita di Pyongyang alle più dure sanzioni ricevute da 20 anni a questa parte.

6 missili dalla Corea del Nord: la vendetta di Pyongyang alle sanzioni Onu?
la Corea del Nord è uno Stato socialista con un sistema economico pianificato. Secondo Human Rights Watch e Amnesty International, il livello di rispetto dei diritti umani è uno dei più bassi del mondo. Ciò, insieme ai dissidi con la Corea del Sud per la reciproca rivendicazione dell'intera penisola coreana, è causa di tensione con le nazioni occidentali. Il 12 febbraio 2013 il governo della Corea del Nord ha dichiarato di aver effettuato un terzo test nucleare sotterraneo, sottolineando come si sia trattato di un “test pienamente riuscito”. Il test, come nelle occasioni precedenti, ha anche provocato un terremoto di 4,9 gradi della scala Richter, causato, secondo gli esperti, da un ordigno di meno di 6 o 7 chilotoni. 
Attraverso Google Maps e le informazioni del United States Geological Survey è possibile localizzare il sito dell'ultimo test nucleare. Il primo aprile 2013 annuncia la riapertura del reattore nucleare di Yongbyon.
La Corea del Nord ha annunciato il 14 settembre 2015 che l'impianto nucleare di Yongbyon, utilizzato per la produzione di armi atomiche, ha ricominciato a essere operativo.
Il 10 dicembre del 2015, Kim Jong-un ha lasciato intendere che il suo Paese, che ha già a disposizione l'atomica, avrebbe messo a punto anche una bomba a idrogeno e sarebbe pronto a farla esplodere. La dichiarazione è stata riportata dall'agenzia stampa ufficiale di Pyongyang (Kcna), 
Secondo Yang Moo-jin, professore all’Università di studi nordcoreani a Seul, i lanci sono stati considerati una risposta “di basso livello” alle sanzioni dell’Onu, Il Dipartimento di Stato statunitense ha detto di avere visionato rapporti sui lanci e che sta monitorando la situazione. 
Il portavoce del ministero, Moon Sang Gyun, ha precisato che gli spari sono arrivati dalla città costiera di Wonsan, aggiungendo che le autorità stanno cercando di capire cosa esattamente la Corea del nord abbia sparato. I proiettili, secondo il ministero, potrebbero infatti essere missili, artiglieria o razzi. Un dirigente dello Stato Maggiore delle Forze Armate sudcoreane, parlando sotto anonimato, ha detto che la Corea del Nord ha esploso sei proiettili che hanno percorso dai 100 ai 150 chilometri (tra 60 e 90 miglia) prima di arrivare in mare. Pyongyang testa abitualmente missili e razzi ma spesso mette in atto più lanci successivi quando è adirata per la condanna internazionale. 

autore / Luca Lippi
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