Allarme terrorismo, Sibilia (5S): "E ora? Il governo ha messo in mutande la sicurezza nazionale"

03 marzo 2016 ore 11:46, Lucia Bigozzi
“Questo governo ha messo in mutande la sicurezza nazionale”. Frase choc che Carlo Sibilia, parlamentare 5S e componente del “direttorio” del Movimento, scandisce analizzando l’allarme terrorismo che gli 007 europei, stavolta calibrano sull’Italia. Nell’intervista a Intelligonews  denuncia i tagli alle forze dell’ordine e manda un messaggio al ministro Alfano.

Gli 007 europei lanciano un allarme per l’Italia che definiscono “crescente” e questo nell’imminenza della Pasqua e con l’Isis che si vuole prendere la Libia. Qual è la sua valutazione?

«Io non credo che possiamo ricordarci di essere in pericolo, solo nei momenti precedenti le ricorrenze religiose. Purtroppo quello che stiamo vivendo è il risultato di scelte politiche molto chiare del governo che ha abbracciato totalmente le posizioni atlantiste che oggi sono sotto attacco. E per noi potrebbe rivelarsi un abbraccio mortale a scapito della sicurezza nazionale. Non è un caso che oggi cerchiamo in tutti i modi di andarci a riprendere i nostri interessi in Libia ma non ci riusciamo; quindi non solo siamo sottoposti a quello che considero un vero dominio, ma da questa posizione di sottomissione non riusciamo neanche a trarne la tutela degli interessi nazionali. Tutto questo denota il fallimento dell’azione di questo governo»

Molti osservatori sostengono che dietro questi reiterati allarmi ci sia in realtà uno o più manovratori che userebbero l’allarme terrorismo come un’arma di distrazione di massa. Lei che idea si è fatto? 

«Il terrorismo è uno degli altri “player” dello scacchiere della confusione del mondo per certi versi creata ad arte, mentre sono purtroppo reali le vittime, i morti, provocati dagli attacchi terroristici. Quando si parla di sicurezza, occorre avere la percezione su da che parte arrivano le minacce al nostro Paese; come nel caso del Medioriente da sempre oppresso dove l’Occidente ha operato in maniera deleteria finora, al punto che si sono creati in seno all’Europa potenziali terroristi fai da te, come i famosi foreign fighters. E’ una minaccia che va sicuramente monitorata e affrontata con serietà. Faccio un esempio…».

Prego. 

«Ancora oggi stiamo combattendo una guerra assurda in Afghanistan che ci costa milioni di euro al giorno, senza capirne lo scopo, senza capire veramente costa stiamo facendo là. Ed è chiaro che se fai parte delle forze occidentali che stanno in quel Paese, poi devi sapere di essere potenzialmente nel mirino di attacchi che possono partire da quel mondo. Se dovessimo avere, come potrebbe accadere, vittime o ostaggi italiani catturati o uccisi in probabili azioni terroristiche, tutto ciò impatterebbe in modo pesante sulla vita del cittadino medio ogni volta che per necessità deve viaggiare e raggiungere un Paese cosiddetto “amico”: da questo punto di vista la tragedia di Giulio Regeni la dice lunga. Ancora oggi la vicenda è inquadrata in uno scenario di tortura che questo ragazzo ha subito e tutto questo è accaduto in un Paese “amico”. Tutto ciò per dire che con le politiche messe in atto finora non sono siamo stati capaci di sceglierci né gli “amici”, né i “nemici”»

Di fronte ai tagli operati nel settore sicurezza come denuncia il Sap il cui segretario è in sciopero della fame da più di un mese, e di fronte all’allarme terrorismo che pare concentrarsi sull’Italia, cosa direbbe al ministro Alfano?

«Noi la sfiducia al ministro Alfano l’abbiamo chiesta tante volte e in tante occasioni. Ma la prima sfiducia va a questo governo nel suo complesso perché ha messo la nostra sicurezza nazionale in mutande. Il Movimento è molto sensibile rispetto a queste tematiche; non a caso abbiamo strappato con le unghie e coi denti una vittoria che gli altri considerano di Pirro, ma che per noi è molto importante: siamo riusciti a far inserire nella legge di stabilità 10 milioni di euro per l’acquisto di giubbetti anti-proiettile di nuova generazione in dotazione alla Polizia di Stato. Non è possibile che abbiamo una Polizia che non ha strumenti efficaci e sicuri per svolgere il compito che le è stato attribuito: al difesa dei cittadini e la tutela della sicurezza nazionale. I tagli alle forze dell’ordine da parte di questo governo sono stati continui e noi ci siamo sempre opposti con forza. La prima cosa da fare è ridare fiducia alle forze dell’ordine e da questo punto di vista totale solidarietà al segretario del Sap e al sindacato impegnati in questa azione di protesta clamorosa finalizzata solo a tutelare i loro diritti di tutori della sicurezza e quelli dei cittadini ad essere protetti». 
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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