FB, è proprio questione di privacy: dalla Germania una reazione a catena?

03 marzo 2016 ore 17:22, Americo Mascarucci
Il Bundeskartellamt, l'Antitrust tedesco, ha aperto un'inchiesta nei confronti di Facebook. 
Il garante della concorrenza tedesco ritiene che il social network potrebbe abusare della sua posizione dominante nelle sue condizioni di utilizzo del servizio che gli utenti accettano alla sola iscrizione per gestire i loro dati personali in modi che violerebbero le leggi del paese sulla protezione dei dati personali. 
L'autorità con l'inchiesta aperta intende andare a verificare se le condizioni di utilizzo dettate da Facebook siano o meno illegali. 
"Il sospetto iniziale - spiega l'Antitrust in un comunicato - è che tramite le clausole che utilizza nei suoi servizi per l'utilizzo dei dati dei clienti, Facebook trasgredisca le leggi sulla protezione dei dati. L'istituto intende quindi accertare quali legami vi siano tra un'eventuale posizione dominante dell'azienda sul mercato e l'utilizzazione di queste clausole"

FB, è proprio questione di privacy: dalla Germania una reazione a catena?
L'antitrust tedesca (Bundeskartellamt ) riterrebbe cioè la società di Zuckerberg responsabile di trattare i dati sensibili forniti dagli utenti secondo modalità poco chiare ed andrebbe ad imporre ai suoi fruitori condizioni d'utilizzo che contrastano con le norme in materia di privacy al fine di garantirsi un bacino di utenza in grado di tradursi in una posizione monopolistica sui mercati.
Tradotto in parole povere, le condizioni che Facebook propone ai suoi utenti in fase di iscrizione andrebbero ben oltre il limite consentito dalle norme in materia di privacy e consentirebbero all'azienda di disporre di un enorme patrimonio in termini di dati e informazioni sensibili, successivamente spendibile per aumentare il proprio potere a discapito di piattaforme analoghe.
Un'indagine che segna un netto cambiamento di approccio nell'applicazione delle leggi sulla privacy.
Le autorità tedesche, dunque, indagheranno sulla reale posizione di Facebook in materia di trattamento dei dati.

Facebook, dal canto suo, si è detto sicuro della liceità del suo operato e pronta a collaborare con le Autorità.
Lunedì scorso intanto il tribunale distrettuale di Berlino ha condannato Facebook a pagare una sanzione amministrativa di 100.000 euro. Anche in questo caso in discussione sono state messe le condizioni di utilizzo del servizio, in particolare per l'utilizzo che la società fa dei contenuti condivisi dai suoi utenti.


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