L'olio era greco ma spacciato per toscano: sequestri, affari multi-nazionali e polemiche

03 marzo 2016 ore 12:40, Marta Moriconi
Il problema della contraffazione dell'olio è reale e grave per la nostra economia e dovrebbe essere oggetto di una apposita tutela. Quello dell’olio è un settore dove la contraffazione è presente in maniera pesante. È molto regolamentato, ma è strutturalmente molto complesso da controllare. Le grandi multinazionali dell’olio che lo producono a livello industriale, eludendo le regole, possono produrre grandi quantità per l’export, e hanno la necessitàdi approvvigionarsi di materia prima su un bacino ampio. Se il ragionamento è solo economico, e non c'è etica, conviene acquistare olio da un determinato paese più che da un altro. Come spesso fanno. Purtroppo. 
Quante volte sarà successo di essere convinti di condire una bella insalata con un buon olio toscano? 
Eppure così succede e stavolta a far parte del "giro" fermato dalla Procura di Grosseto ci sarebbero una cinquanta di produttori e commercianti. L'operazione partita ha portato a sequestri in aziende non solo del grossetano, ma anche di Firenze, Arezzo, Siena e
L'olio era greco ma spacciato per toscano: sequestri, affari multi-nazionali e polemiche
Foggia. Quando il corpo forestale dello Stato con cento uomini e donne provenienti da tutti i comandi della Toscana si è messo sulle tracce dell'olio, dopo la scoperta l'azione è diventata inevitabile. 
L'"affare" funzionava così: l'olio dalla Grecia sbarcava a Livorno, non era tutto estero, ma mischiato con quello locale. Il prezzo alla vendita? Pochi euro. E di viaggi gli oli esteri ne fanno: spesso l'"extravergine" dalla Tunisia arriva in Italia con molti punti oscuri riguardo alla sua tracciabilità. 
Ed è proprio al momento della perquisizioni che è stato sequestrato del materiale informatico compresi i documenti di trasporto, gli scontrini, e la contabilità esterna e interna, che sarebbe stata scoperta la truffa. Alla fine l'operazione si è chiusa con 200 quintali di olio "pugliese" destinato all'IGP toscano e 47 persone sotto indagine. Ora i frantoi sotto inchiesta, qualora venisse confermata l'accusa, dovranno rispondere di frode in commercio e contraffazione di olio IGP. 
La scoperta di un olio "cattivo", scadente come qualità, viene dallo studio del DNA e ci vuole poco a capire se un extravergine lo è davvero. A quel punto si ipotizza l'attività illecita di commercializzazione, perché se è legittimo produrlo, non lo è possibile venderlo come IGP Toscano quando proviene dalla Grecia. E' proprio una questione di prezzo, sarebbe troppo caro e fuori dalle regole richieste dal mercato nazionale ed europeo.


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