Di gioia si può morire? Se hai la sindrome del cuore rischi il crepacuore

03 marzo 2016 ore 17:23, Americo Mascarucci
Attenzione, anche la felicità può giocare brutti scherzi al cuore
Lo sostiene una equipe di studiosi che, sulla rivista scientifica European Heart Journal, ha descritto la sindrome 'del cuore felice' o 'takotsubo'. Questa sindrome, il cui nome letteralmente significa 'trappola per il polpo', fu descritta per la prima volta nel 1990 in Giappone e consiste nella deformazione improvvisa del ventricolo cardiaco sinistro che assume la foggia del cestello per la pesca dei polipi che in giapponese si dice, appunto, Takotsubo. Il cardiologo Christian Templin e la collega Jelena Ghadri, ricercatori presso l’ospedale universitario di Zurigo, in Svizzera, hanno aperto nel 2011 il primo database di individui colpiti dalla sindrome.
Analizzando i dati di 1.750 pazienti hanno evidenziato che in 485 dei casi esaminati, un’emozione forte, come la morte di una persona cara, era stata responsabile dell’attacco di cuore da takotsubo.
Tuttavia, non si trattava solo di stimoli negativi: nel 4% di quei casi (20 individui), le emozioni responsabili dell’attacco erano positive, come gioia e felicità.

Di gioia si può morire? Se hai la sindrome del cuore rischi il crepacuore
Inoltre, è stata confermata l’epidemiologia della sindrome: nel 95% dei casi, sia di cuore infranto che di cuore felice, i pazienti erano donne in post-menopausa.
A essere maggiormente colpite, le donne di eta' media 65 anni, nel caso di schock provocato da un evento triste, e 71 anni, nel caso di trauma provocato da una forte emozione. 
"Abbiamo dimostrato che i fattori scatenanti della Tts possono essere più vari di quanto si pensasse - spiega la dottoressa Ghadri - adesso che vi è la consapevolezza che la malattia può insorgere anche dopo un’emozione positiva, i medici  davanti a un paziente che arriva in pronto soccorso con segni di un attacco di cuore (dolore toracico, affanno), dovrebbero valutare una possibile Tts anche se la persona ha vissuto un lieto evento o una sensazione gioiosa, proprio come farebbero se avesse sperimentato un’emozione negativa" conclude Ghadri.
Secondo il dr. Templin, "gli eventi tristi della vita e quelli lieti, pur intrinsecamente distinti, percorrono circuiti comuni che possono sfociare nella sindrome".
Il motivo per cui le emozioni possono innescarla rimane un mistero, anche se gli scienziati credono che possa essere spiegato dalle relazioni complesse che esistono tra il cervello e il resto del corpo.

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