Loris, la criminologa Bruzzone: "La terza versione di Veronica evidenzia un rancore"

03 marzo 2016 ore 15:41, Lucia Bigozzi
“La terza versione di Veronica evidenzia un rancore per il suocero che sicuramente ha una origine e che fa sembrare le sue rivelazioni quasi una sorta di vendetta personale nei confronti di Andrea Stival”. Nel giorno dell’interrogatorio di Andrea Stival, il nonno del piccolo Loris, la criminologa Roberta Bruzzone torna ad “indagare” su una vicenda dai contorni ancora non chiari, nell’intervista a Intelligonews. 

Il nonno del piccolo Loris sotto interrogatorio dopo le dichiarazioni choc di Veronica Panarello. Da criminologa cosa si aspetta? 

«In tutta questa vicenda, il grosso nodo da sciogliere non è in relazione al presunto coinvolgimento di Andrea Stival nell’omicidio del piccolo Loris, bensì la presunta relazione tra i due che la donna ha rivelato agli investigatori. Ci sono alcune intercettazioni telefoniche che andrebbero spiegate meglio alla luce dell’ultima versione data dalla Panarello »

Ma se fosse appurata la presunta relazione tra i due, saremmo arrivati a una svolta nel delitto di Loris? 

«Dall’interrogatorio di Andrea Stival non mi aspetto grandi sconvolgimenti. L'uomo ha già detto che quelle di Veronica sono invenzioni e che tra loro non c’è mai stato niente. Francamente, non penso che adesso possa sostenere una tesi diversa. Bisognerà vedere se gli inquirenti gli crederanno, ma questo è un altro paio di maniche».  

Ma lei che idea si è fatta? 

«Io separerei i due filoni: quello del presunto coinvolgimento nell’omicidio del bambino che secondo me non ha il minimo fondamento, e l’ipotetica relazione tra suocero e nuora. Non dimentichiamo che la donna lega la presunta storia con il nonno del figlio a un segreto inconfessabile che lo stesso bambino potrebbe avere intuito o magari visto. E’ bene chiarire che siamo nel campo delle ipotesi e che stiamo ragionando sulla base delle dichiarazioni della Panarello. Ma saranno le indagini a chiarire tutto».

Sul piano criminologico, quali sono i tempi per le indagini, dopo l’interrogatorio del nonno di Loris? 

«Andranno avanti in modo spedito, al massimo entro un mese avremo l’esito dei riscontri e delle verifiche che necessariamente devono essere eseguiti»

Ma, ragionando in astratto, se dovesse emergere l’ipotesi di un legame tra i due, come cambierebbero le rispettive posizioni processuali. 

«Stando alle dichiarazioni della donna, lei parla di questa presunta storia col suocero ma la lega a un segreto inconfessabile. Ma se la mettiamo su questa prospettiva, se dovesse cioè emergere che tra i due c’era del tenero e che in qualche il modo il bambino lo aveva percepito, a quel punto il movente sarebbe stato più forte in Veronica perché se si fosse saputa la verità lei in un momento solo, si sarebbe ritrovata fuori di casa, senza marito, senza il figlio e senza soldi. Quindi il possibile movente, in questo caso diventerebbe fondamentale più per lei che per il suocero».

C’è una spiegazione plausibile che lei può provare a dare sul piano criminologico?

«La Panarello ormai è arrivata alla terza versione dei fatti. E in quest’ultima mi pare vi sia il tentativo da parte sua di aggiustare la strategia. Il tirare in ballo un’altra persona di certo non allevia la sua posizione ai fini processuali; mi sembra più una sorta di vendetta personale nei confronti del suocero e tutto questo rancore che sta venendo fuori ha una origine che bisognerebbe rintracciare e capire»
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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