La mafia non è morta: duplice omicidio a Palermo. Nel delitto la "firma" dei clan

03 marzo 2016 ore 17:58, Adriano Scianca
La mafia non è morta: duplice omicidio a Palermo. Nel delitto la 'firma' dei clan
La mafia torna a uccidere in modo plateale a Palermo. Due uomini, infatti, sono stati freddati con colpi di pistola in via Falsomiele, nel capoluogo siciliano. Una delle due vittime è Vincenzo Bontà, 45 anni, genero del boss Giovanni Bontade, ucciso anche lui in un agguato il 28 settembre del 1988 insieme alla moglie Francesca Citarda. L'altra vittima è Giuseppe Vella, 53 anni, bracciante e forse vittima incolpevole, ucciso perché scomodo testimone dell’altra esecuzione mafiosa. Gli inquirenti non hanno dubbi circa la matrice mafiosa del duplice delitto. Lo testimoniano i legami di parentela di almeno una delle vittime e anche la modalità dell'esecuzione: uno dei due uomini sarebbe stato infatti ucciso con un colpo di pistola alla nuca. Una sorta di "firma" dei clan. 

Secondo i primi accertamenti i due, che erano a bordo di un'auto, avrebbero cercato di fuggire ma sarebbero stati raggiunti dai sicari. Bontà, avrebbe compiuto 45 anni tra 22 giorni ed era sposato con Daniela Bontade, figlia di Giovanni, fratello del boss mafioso Stefano. Bontà ufficialmente si occupava della gestione di agrumeti e appezzamenti agricoli - da chiarire se fossero suoi o della moglie che fa la maestra - era un appassionato cacciatore ed allevava uccellini in gabbia: era esperto di canarini spagnoli. Chi lo conosceva rimane stupito dalla notizia, rimbalzata in tutti i quartieri di Palermo considerate le modalità del duplice omicidio, in quanto Bontà viene descritto come una persona gentile, affabile, lontana dall'ambiente criminale. Secondo gli inquirenti si tratta di un omicidio legato agli ambienti mafiosi e dello spaccio di droga

Qualche mese fa nel quartiere erano avvenuti altri due agguati a colpi di pistola, uno dei quali fatale per un uomo, Mirko Scicchitano, ucciso in via della Conciliazione la sera dello scorso 3 ottobre. Nel pomeriggio dello stesso giorno un'altra sparatoria era avvenuta nella vicina via dell'Allodola: era stato gambizzato un uomo di 32 anni, Luigi Cona, titolare della rosticceria "Al bocconcino". A fare fuoco erano state due persone, che hanno esploso alcuni colpi d'arma da fuoco e poi sono fuggite.

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